Il primo spoiler arriva lo scorso febbraio, mentre Jimmy Page è impegnato nell’inaugurazione del Gibson Garage di Londra insieme a Tony Iommi e Brian May. Con il terzetto, sembra che Gibson abbia grandi piani in mente, e il progetto elaborato con il chitarrista dei Led Zeppelin è il primo a prendere forma.
Si tratta di una replica maniacale della sua EDS-1275 del 1969, la chitarra spedita nella storia con “Stairway to Heaven” che ora diventa un’edizione estremamente limitata con tutti i segni del tempo e le caratteristiche che l’esemplare originale ha maturato come medaglie al valore in 50 anni di musica.
Gibson produce chitarre a doppio manico dal 1958, dapprima di tipo hollow body e poi affiancate da modelli solid body a partire dal 1962.
La EDS-1275, sulle curve della SG con un manico a sei corde e uno a dodici corde, arriva nel 1963, ma a proiettarla nella storia è Jimmy Page nel 5 marzo del 1971, quando la sfoggia per la prima volta in pubblico alla Ulster Hall di Belfast. Si tratta della tappa di partenza per il tour in Irlanda e Regno Unito per la promozione del quarto album della band, ed è la prima volta che “Stairway to Heaven” viene eseguita dal vivo.

La doppio-manico diventa un riferimento assoluto, ripresa da alcuni dei più grandi esponenti del rock sempre con Jimmy Page stampato indelebile nella mente.
Avanti veloce al nuovo millennio, la EDS dei Led Zeppelin è nella sua custodia. Scompare dalle scene per lungo tempo ma fa poi capolino durante le celebrazioni per l’introduzione di Link Wray nella Rock And Roll Hall of Fame.
In quell’occasione, nell’autunno 2023, Jimmy ha eseguito il classico “Rumble”, impreziosito dalle dodici corde per un muro del suono armonioso, aggressivo al tempo stesso e assolutamente inconfondibile.
La chitarra è oggi un’icona, e diventa un oggetto da pura collezione grazie alla replica a cura del dipartimento Custom di Gibson, che l’ha riprodotta con tecniche di analisi forense, scannerizzata e imitata fino nei dettagli più infinitesimali.

Non staremo qui a elencare le caratteristiche tecniche dell’edizione limitata. È una Gibson da manuale con pezzi di prima scelta e c’è da giurarci che suonerà in modo sublime. Quello sul tavolo però non è un semplice strumenti musicale, bensì un pezzo da collezione assoluto col valore aggiunto di essere passato effettivamente tra le mani del musicista che le presta il nome e che l’ha elevata a mito.
Page spiega di aver imbracciato e provato tutte le cinquanta chitarre prodotte. Le ha suonate con cinquanta plettri che vengono anch’essi inclusi nel pacchetto insieme ai certificati di autenticità e alle custodie personalizzate.

Su tutte insomma c’è un po’ di mojo degli Zeppelin, e sul retro di tutte le palette è apposta - a mano - la firma di Jimmy. Al modico prezzo di 55mila euro.
Si tratta di una replica maniacale della sua EDS-1275 del 1969, la chitarra spedita nella storia con “Stairway to Heaven” che ora diventa un’edizione estremamente limitata con tutti i segni del tempo e le caratteristiche che l’esemplare originale ha maturato come medaglie al valore in 50 anni di musica.
Gibson produce chitarre a doppio manico dal 1958, dapprima di tipo hollow body e poi affiancate da modelli solid body a partire dal 1962.
La EDS-1275, sulle curve della SG con un manico a sei corde e uno a dodici corde, arriva nel 1963, ma a proiettarla nella storia è Jimmy Page nel 5 marzo del 1971, quando la sfoggia per la prima volta in pubblico alla Ulster Hall di Belfast. Si tratta della tappa di partenza per il tour in Irlanda e Regno Unito per la promozione del quarto album della band, ed è la prima volta che “Stairway to Heaven” viene eseguita dal vivo.

La doppio-manico diventa un riferimento assoluto, ripresa da alcuni dei più grandi esponenti del rock sempre con Jimmy Page stampato indelebile nella mente.
Avanti veloce al nuovo millennio, la EDS dei Led Zeppelin è nella sua custodia. Scompare dalle scene per lungo tempo ma fa poi capolino durante le celebrazioni per l’introduzione di Link Wray nella Rock And Roll Hall of Fame.
In quell’occasione, nell’autunno 2023, Jimmy ha eseguito il classico “Rumble”, impreziosito dalle dodici corde per un muro del suono armonioso, aggressivo al tempo stesso e assolutamente inconfondibile.
La chitarra è oggi un’icona, e diventa un oggetto da pura collezione grazie alla replica a cura del dipartimento Custom di Gibson, che l’ha riprodotta con tecniche di analisi forense, scannerizzata e imitata fino nei dettagli più infinitesimali.

Non staremo qui a elencare le caratteristiche tecniche dell’edizione limitata. È una Gibson da manuale con pezzi di prima scelta e c’è da giurarci che suonerà in modo sublime. Quello sul tavolo però non è un semplice strumenti musicale, bensì un pezzo da collezione assoluto col valore aggiunto di essere passato effettivamente tra le mani del musicista che le presta il nome e che l’ha elevata a mito.
Page spiega di aver imbracciato e provato tutte le cinquanta chitarre prodotte. Le ha suonate con cinquanta plettri che vengono anch’essi inclusi nel pacchetto insieme ai certificati di autenticità e alle custodie personalizzate.

Su tutte insomma c’è un po’ di mojo degli Zeppelin, e sul retro di tutte le palette è apposta - a mano - la firma di Jimmy. Al modico prezzo di 55mila euro.
La musica non importa più a nessuno...
Mica l'hanno inventata loro, mi sembra che fu Rickembaker.
Poi Lester Polfuss si propose a Gibson, ma gli risposero che non aveva speranza... la lungimiranza...
Ci pensò poi il buon Leo a dare il via a tutto.
Bravo!
In questo tipo di operazioni Gibson è bravissima, sono convinto che con queste produzioni facciano un profitto decisamente più elevato in termini percentuali rispetto alla produzione della divisione USA.
Il prezzo è quello che è, d'altronde non credo abbiano pagato JPP con una stretta di mano ed una visita guidata al Custom Shop per suonare e firmare 50 chitarre
Mi ricordo di averne vista solo una in vendita cercando in rete, e andava via a prezzi ancora più alti.
Ora, se decidono di riproporre una nuova tiratura limitata, va da sé che alzino il prezzo ulteriormente, visto che altrimenti svaluterebbero completamente la prima edizione - cosa che sarebbe estremamente poco gradita ai collezionisti che se la sono presa all'epoca, e brucerebbe l'intera credibilità sui limiti delle edizioni, che è quello che le fa vendere.
Mi paiono dinamiche notissime degli oggetti di lusso a tiratura limitata, che hanno anche poco a vedere con le chitarre nello specifico.
Gibson è un un'azienda e come tale il suo obiettivo principale è massimizzare i profitti.
Probabilmente avranno valutato che l'operazione è economicamente vantaggiosa.
Che poi non abbia nulla a che fare con la musica e un altro discorso che possiamo anche affrontare.
Per quel che mi riguarda direi che loro hanno fatto la storia degli strumenti suonati e tutto il resto sono solo chiacchiere.
In fondo 25k USD a manico, 1k per il plettro e 4k per la custodia ci possono stare. Soprattutto per suonare al pub sotto casa o alla festa della porchetta. Scherzo, comunque Page si rivela ancora una volta un genio del marketing. Cavalcando l'onda di una band, la piu' influente, disciolta ormai piu' di 40 anni fa', riesce ad invogliare ancora gente a comprare strumenti da lui firmati o a lui ispirati. Per ricreare il rig che aveva nella (zoppicante) induzione di Link Wray si devono sborsare 55k dollari per la chitarra e non so quanti per il Sundragon.....
Qualche annetto fa' ci aveva deliziato con la Telecaster ed il Supro by Sundragon per poco meno di 4k USD.
Mi aspetto a breve qualche acustica dalla Martin..
Le auto vintage (quelle robe marce e puzzolenti con i materiali in plastica che emanano odore perché i polimeri si disintegrano col tempo e la pelle degrada piano piano) almeno si possono guidacchiare tra un limite e l’altro.
Le chitarre elettriche invece chi le suonerà fra cinquant’anni? Chiedo perché per la nostra generazione la chitarra era una grossa parte della musica che andava di moda, oggi non è più così.