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Strumenti e test: la qualità non si misura
Strumenti e test: la qualità non si misura
di [user #3] - pubblicato il (Modificato) 

In un recente post su People, l'amico "kelino" (utente numero 4, un veterano!) scrive: "oggi mi chiedevo come mai non leggo mai recensioni che mettono in evidenza carenze e difetti di strumenti e accessori". Il tema è interessante e merita qualche parola di approfondimento.
Premessa: i "test della qualità" sono una cosa seria e devono avere caratteristiche precise, prima tra tutte l'eliminazione della soggettività grazie all'uso di strumenti dedicati. Esempio: in un motore d'auto verifichi potenza, coppia, emissioni, consumi. In un obiettivo fotografico misuri risoluzione, aberrazioni, distorsioni cromatiche. In un paio di sci provi flessibilità, resistenza alla torsione, velocità di ritorno, eccetera. Tutto questo è regolato dalle norme sulla certificazione della qualità, definite da enti come ISO, DIN e UNI a cui chi fa il test si deve attenere, anche per mettersi al riparo da eventuali azioni legali dei produttori scontenti.

Questi "test della qualità" hanno però un doppio limite: (1) non sono economicamente alla portata di una rivista come ACCORDO (ma neppure di Guitar Player) e (2) se anche lo fossero risulterebbero comunque del tutto inutili, perché gli strumenti scientifici non sono (per ora) capaci di comprendere le qualità che davvero contano in uno strumento musicale, sulle quali il giudizio è elaborato e influenzato da gusti, attitudini, talenti, sovrastrutture psicologiche, percezioni soggettive, insomma tutti aspetti a cui i numeri dicono poco o nulla.

Per esempio: il nuovo sci Head i-Magnum in laboratorio fornisce valori massimi su quasi tutti i parametri, ma io scio meglio con l'i-Speed. E ancora: nel 1984 i dati scientifici spinsero Leo a dire che il suo "Magnetic Field Design" era "il miglior pickup mai realizzato", ma poi di F-100 se n'è vendute poche e il successo per G&L è arrivato dopo la decisione di tornare a pickup tradizionali, con quei difetti (o meglio, idiosincrasie) che danno personalità.

Gli strumenti musicali oggi sono strutturalmente validi in relazione al prezzo, con pochissime eccezioni (e comunque il consumatore è molto tutelato, si parla di estendere il diritto di recesso anche alla vendita in negozio). Le differenze  che contano sono quelle soggettive: sonorità, suonabilità, aspetto e soprattutto - la più soggettiva di tutte - capacità di ispirare il musicista (ne abbiamo parlato  anni fa). Per questo un recensore - per quanto competente, autorevole ed esperto - potrà fornire uno spunto, ma non potrà mai sostituirsi all'universo delle soggettività, le quali grazie a Internet sono tutte lì, con le proprie opinioni, a fornire spunti preziosi.

E comunque diciamolo: nel 2017 la figura del recensore che dispensa giudizi e consigli dall'alto ha anche un po' rotto i coglioni, voglio dire, abbiamo tutti testa e consapevolezza sufficienti a formarci un'opinione, no? E allora è molto meglio un recensore che informa. Per queste ragioni - e non per faccende di bottega a base di "diplomazia", "marchette", "favore degli inserzionisti" e altri luoghi comuni che saltano fuori appena si tccano questi argomenti - le nostre recensioni di strumenti nascono per dare al lettore informazioni e aiutarlo a capire se uno strumento rientra nella sua sfera di interesse, se vale la pena di esaminarlo dal vivo o cercando in Rete le impressioni di chi già lo usa. L'intervento soggettivo importante avviene a monte, con la selezione di ciò che la redazione ritiene meritevole di attenzione per innovatività, esclusività, rapporto qualità prezzo, filosofia costruttiva, eccetera. Un'attitudine più utile, sincera, trasparente, attuale.
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Commenti
di Claes [user #29011] - commento del 26/12/2016 ore 17:32:19
Fare una recensione è difficile dato che non ci sono parametri misurabili per "la qualità sonora". Dippiù, non ci sono due chitarre dello stesso modello assolutamente identiche a quel livello. Mensili stampati tipo Guitar Player o Guitarist avevano notizie riguardo a prodotti nuovissimi da parte della redazione e non ho letto una recensione del tipo "MAI comprare questa chitarra!"
Adesso e in rete ci sono esempi sonori "soggettivi" data la varietà di ampli + effetti + tecnica di registrazione + i limiti di un MP3... e cosa e come suona il chitarrista. L'unica vera recensione è la solita - provarla, usare orecchie proprie dovendo dare un sì o no a un acquisto in negozio. Mica facile! Lo sappiamo tutti e meglio di tutti chi fa una recensione su Accordo.
L'interessante sarà per sempre il fattore "per me questa è una merda" mentre altri la adorano! E questo articolo spiega veramente bene com'è il recensire a livello giornalistico. Poi, come recensire un pedalino che è il millesimo tentativo di riesumare un qualche "quel sound"??? Insomma, ben venga questo articolo da Code Name 003 sulla paletta.
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 26/12/2016 ore 17:5
Sono d'accordissimo, è più corretto che il recensore metta a propria disposizione l'obiettività che l'opinione personale. Magari a volte ci si potrebbe sbilanciare un pochino di più, senza per forza entrare in giudizi personali negativi. Ad esempio una testata che pesa molto, piuttosto che per un ampli con un volume spaventoso, o un pedalino davvero rumoroso...
Rispondi
di franklinus [user #15063] - commento del 26/12/2016 ore 18:25:53
abbiamo tutti testa e consapevolezza sufficienti a formarci un'opinione, no? ....si,questa frase è tanto semplice quanto complessa,e la complessità risiede nel fatto che io,tu,ed altri della"nostra"generazione,più o meno,abbiamo le nostre "granitiche"opinioni,i nostri parametri anagrafici,la nostra opulenta esperienza,altri,più giovani e molto più giovani,per ovvie ragioni,ne sono sprovvisti....ed allora? per evitare che ognuno si perda nel mare magnum della rete,si dovrebbe tornare alle "sfide" tra 2 o3 chitarre della stessa classe,2 o 3 ampli...2 o 3 pedalini e stilare,alla fine,con una "giuria" di esperti della redazione,una classifica di "opinioni"sullo strumento,senza essere caustici o troppo morbidi nel giudizio,credo che potrebbe funzionare,o no?per l'intanto,come diceva alan ford,ad maiora
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 26/12/2016 ore 19:09:02
Secondo me Kelino voleva dire un'altra cosa,perchè paragonare oggetti come automobili e sci ad uno strumento musicale è diverso,lì forse contano di più le analisi tecniche, sugli strumenti c'è qualcosa che non si può misurare strumentalmente ( o almeno non tutto) quindi una recensione dovrebbe far emergere qualità e anche difetti,il recensore lo fa dal suo punto di vista ovviamente cercando la massima obiettività,ma se leggi le riviste di settore più in voga (non italiche intendo),vedrai che raramente su qualsiasi tipologia di strumento ci sono solo i pregi,in genere si evidenziano anche le cose che non sembrano andare per il meglio,credo che questo fosse il motivo del suo post.
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 26/12/2016 ore 20:53:
Leggo le riviste specializzate dal 1978, a rileggere oggi prove di chitarre ormai riconosciute come immani cifoni si scopre che il recensore contemporaneo non ne parlava mai male. Unesempio a caso: SD Curlee prima produzione orientale (non c'era un manico dritto a pagarlo dieci volte), eppure se cerchi le prove di Guitar Player di inizio anni 80 scopri che riuscivano a parlar bene pure di quella. Allora meglio fare come noi, se una cosa è evidentemente scadente la si salta, non se ne parla proprio. Mi sembra più ragionevole.

PS E comunque sci e chitarre hanno infiniti punti in comune :-)
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 26/12/2016 ore 22:05:46
Io non ti posso fare esempi così dettagliati perchè le mie annate di Guitarist,Guitar Player etc.. sono ormai trasformate in qualche sottoprodotto della carta,ma mi ricordo che in linea di massima c'era abbastanza equilibrio nelle recensioni (ho letto delle belle criticone anche a certi mostri sacri),il caso singolo non fa mai testo.
Riguardo al resto,con le chitarre non rischi la buccia,te lo dice uno che faceva sci alpinismo abbastanza estremo,ciao :-)
P.S.
la mia non voleva essere una critica nei confronti delle recensioni di Accordo,ma semplicemente cosa io avevo inteso volesse dire Kelino.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 27/12/2016 ore 01:41:22
Il punto forse non è prenderci per forza, ma prendere una posizione, sbilanciarsi, e occasionalmente trovare anche qualcosa che per l'amor del cielo, è sempre discutibile che lo sia, ma che forse è meno che wow. Altrimenti dalla bullet squier alla PRS ultra private stock, è tutta una questione di opinione no?
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 26/12/2016 ore 20:53:58
Leggo le riviste specializzate dal 1978, a rileggere oggi prove di chitarre ormai riconosciute come immani cifoni si scopre che il recensore contemporaneo non ne parlava mai male. Unesempio a caso: SD Curlee prima produzione orientale (non c'era un manico dritto a pagarlo dieci volte), eppure se cerchi le prove di Guitar Player di inizio anni 80 scopri che riuscivano a parlar bene pure di quella. Allora meglio fare come noi, se una cosa è evidentemente scadente la si salta, non se ne parla proprio. Mi sembra più ragionevole.

PS E comunque sci e chitarre hanno infiniti punti in comune :-)
Rispondi
di MTB70 [user #26791] - commento del 26/12/2016 ore 19:23:59
Capisco quello che dice Alberto sulla soggettivita' dei giudizi, ma dissento sulla conclusione, ossia di non dare giudizi. E dissento perche' ritengo che al fondo ci sia anche una certa paura, quella di scontentare non tanto e non solo le aziende produttrici, ma la fetta di utilizzatori che un certo strumento o effetto se lo godono e probabilmente si risentirebbero per un giudizio negativo.
Potreste fare due cose semplici-semplici che trovo su di una nota rivista tedesca di chitarre e bassi in fondo ad ogni recensione: un piccolo paragrafo chiamato "alternative", che ti fa capire se c'e' qualcosa che puo' fare concorrenza, per rapporto qualita'-prezzo, all'aggeggio recensito, ed un box alla fine diviso in due colonne: pro e contro. Questo non toglie che i giudizi siano e rimangano soggettivi, ma da' qualche elemento in piu' per orientarsi.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 26/12/2016 ore 20:22:13
Sono d'accordo al 1000%, per me è così che ci si dovrebbe muovere, prendere una posizione, anche in modo discutibile, altrimenti è sempre tutto bello, tutto ok, tutto meglio della versione prima. Per dire, quando sono uscite le Gibson del centenario con zero fret, logo orrendo e tutto il resto, su altre testate ho letto recensioni da sopracciglio alzato, con alcune cose segnalate positivamente, ed altre no.. E poi leggere una stroncatura vera ogni tanto fa trovare le proporzioni del bello rispetto al brutto, altrimenti è tutto fantastico, dal Metal zone al Klon centaur. Ah, il primo che commenta "il suono è nelle mani" gli metto i cerini sotto le unghie, avvisato! :)
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 26/12/2016 ore 20:59:06
No guarda, credi, non c'è alcuna paura, come detto, semplicemente si cerca di riflettere, definire una linea che si ritiene ragionevole e seguirla.
Il concetto è: in un mondo interconnesso, dove trovi milioni di opinioni evidentemente indipendenti (il consumatore che fa il video su YouTube non deve rispondere a nessuno, anche se dice fesserie), riteniamo che la politica migliore sia puntare sull'intelligenza dei nostri lettori. A me pare che di elementi se ne diano su ACCORDO, semplicemente non si danno indicazioni.
L'idea delle alternative è bella, ma ancora una volta è talmente dipendente dai gusti di chi scrive (una persona, per quanto competente, resta una su milioni) da risultare poco praticabile.
Insomma, spero di riuscire a spiegare che il tentativo è quello di fare la cosa migliore, la meno paracula, la più utile. Retromotivi non ce ne sono.
Rispondi
di MTB70 [user #26791] - commento del 28/12/2016 ore 18:08:37
Ciao Alberto, prendo atto volentieri di quel che dici e credo che la vostra buona fede non si discuta. Che pero' qualche giudizio venga volutamente "smussato" e' una impressione che rimane, e ti prego di non prendertela perche' non e' inteso come altro che una critica pacata. Poi: non credo che qualcuno desideri "indicazioni" o "voti" - credo che ai piu' basterebbe qualche elemento piu' evidenziato, con un filo meno diplomazia. Non mi piace dover leggere tra le righe e cercare di intuire, perche' il recensore aveva un'idea ma se l'e' tenuta per se' in quanto soggettiva. Diro' di piu': anche sui tanti parametri soggettivi, serve una indicazione perche' quello che puo' essere negativo per uno puo' essere positivo per un altro e viceversa. Solo che se non si esprime una opinione evidenziando un dato non si capiscono tante cose.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 26/12/2016 ore 20:17:49
Anche io mi trovo d'accordo su parte delle premesse, ma non sulle conclusioni, ed è un tema che ho più volte sollevato. Certo, non è possibile fare misurazioni dal laboratorio, ed è ovvio che non sia questa la chiave di lettura. Prendiamo uno strumento, un amplificatore, un pedale. Un musicista esperto, e che ha abbondanti termini di confronto, il recensore, lo prende e lo utilizza. Cosa mi aspetto io? Che lo possa e sappia giudicare come un disco. O un film. Nessuno guarda la qualità dell'immagine o la spazializzazione audio come primo criterio. Il film mi è piaciuto? E' recitato bene? Il disco ha pezzi trascinanti? Certo non arriveremo ad un consenso univoco, lo stesso album può essere esaltato o stroncato, ma prendiamo una posizione. E quindi questa chitarra è buona o no? Al limite possiamo discutere del giudizio assoluto (indipendentemente dal prezzo) o relativo (tenendo conto del prezzo) con i risultati che ne conseguono: una chitarra da 3000 euro che suona "solo" bene prenderà 6 tenendo conto del prezzo? o prenderà 8, ma occhio che viene come due mesi di affitto? Ecco è questo che mi manca, il coraggio e l'autorevolezza di prendere posizione, non c'è nulla di male nel farlo, lo fanno in tanti, e sospendere eternamente il giudizio in nome di un relativismo di opinione completo e assoluto per me pesa, e non in senso positivo.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 26/12/2016 ore 20:28:2
E poi ci sono approfondimenti che non potrò avere da Youtube, tranne in rarissimi casi, e che mi piacerebbe avere da un recensore: E' uno strumento versatile? E' sensibile al tocco? E' comodo indossato? Andando al sodo, in cosa è diverso dagli altri 100 cloni di TS9? Anche queste cose portano ad un giudizio finale..
Rispondi
di ndrecchia [user #43094] - commento del 26/12/2016 ore 20:49:54
È semplice: i produttori più abbienti ricevono buone recensioni
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 26/12/2016 ore 21:00:02
No.
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 27/12/2016 ore 00:17:20
Fosse così parleremmo male di qualsiasi prodotto artigianale italiano e bene solo di Fender Gibson e Ibanez... dai su non scherziamo!
Rispondi
di ndrecchia [user #43094] - commento del 27/12/2016 ore 03:54:11
Non è assolutamente vero. Qui sopra si recensiscono prodotti SOLO in modo positivo. E la cosa è assurda, non c'è professionalità. Non è possibile che esistano solo prodotti buoni e non ci sia mai una parola negativa per nessun prodotto. Eppure di prodotti che tecnicamente erano ampiamente criticabili (non parlo di suono, e qui la cosa potrebbe essere soggettiva) ne sono passati parecchi qui sopra...
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 27/12/2016 ore 01:59:
Ne dubito: su Accordo non ho mai letto di un prodotto giudicato o di cui si parlasse male. Al massimo ho letto cose come "va a gusti". Avevo posto la questione e qualcuno della redazione aveva risposto che scrivono articoli solo su prodotti che più o meno piacciono. Ecco, lì sta il punto. Non si possono recensire solo i dischi che piacciono, o i film che piacciono, perchè si dà una visione distorta e parziale.
Rispondi
di Luca1973 utente non più registrato - commento del 26/12/2016 ore 21:32:29
Qualche citazione alla quale vorrei rispondere per gradi:

alberto:
- E comunque diciamolo: nel 2017 la figura del recensore che dispensa giudizi e consigli dall'alto ha anche un po' rotto i coglioni -

Si presume che uno che voglia fare il recensore in una redazione, abbia esperienza e conoscenze tecniche per prendere una posizione obiettiva sul prodotto che recensisce, ed avere il coraggio di esporsi e pubblicare ciò che pensa.
Certe caratteristiche di certi prodotti non danno spazio a soggettività (buono per me/non buono per qualcun'altro):
uno switch economico in un pedalino, un binding di plasticaccia orrenda attorno ad una tastiera in orrendo palissandro di infima qualità, una meccanica che anche a chitarra nuova in negozio non ha fluidità e precisione, sono difetti sia per un professionista che per un amatore.
3 cose a caso che mi è capitato di notare in prodotti nuovi in negozio, e non proprio su strumenti entry-level.

Utente RedRaven:
- è questo che mi manca, il coraggio e l'autorevolezza di prendere posizione, non c'è nulla di male nel farlo, lo fanno in tanti, e sospendere eternamente il giudizio in nome di un relativismo di opinione completo e assoluto per me pesa, e non in senso positivo -

QUOTO

alberto:
- voglio dire, abbiamo tutti testa e consapevolezza sufficienti a formarci un'opinione, no?

Io sì, molti altri sì....un ragazzino alle prime armi, NO

alberto:
- E allora è molto meglio un recensore che informa -

Non è un recensore, è un pubblicitario.


alberto:
- Per queste ragioni - e non per faccende di bottega a base di "diplomazia", "marchette", "favore degli inserzionisti" e altri luoghi comuni che saltano fuori appena si toccano questi argomenti - le nostre recensioni di strumenti nascono per dare al lettore informazioni e aiutarlo a capire se uno strumento rientra nella sua sfera di interesse, se vale la pena di esaminarlo dal vivo o cercando in Rete le impressioni di chi già lo usa. L'intervento soggettivo importante avviene a monte, con la selezione di ciò che la redazione ritiene meritevole di attenzione per innovatività, esclusività, rapporto qualità prezzo, filosofia costruttiva, eccetera. Un'attitudine più utile, sincera, trasparente, attuale.

Non me ne vogliate, ma l'impressione non è questa.
O perlomeno, se l'intenzione è questa, viene messa in pratica male.

RedRaven
- Ah, il primo che commenta "il suono è nelle mani" gli metto i cerini sotto le unghie -

Mi trovo a ri-quotarti...

franklinus:
- per evitare che ognuno si perda nel mare magnum della rete,si dovrebbe tornare alle "sfide" tra 2 o3 chitarre della stessa classe,2 o 3 ampli...2 o 3 pedalini e stilare,alla fine,con una "giuria" di esperti della redazione,una classifica di "opinioni"sullo strumento,senza essere caustici o troppo morbidi nel giudizio -

Potrebbe essere una buona idea, sulle riviste anni fa ricordo che a volte lo si faceva.

Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 27/12/2016 ore 00:16:28
Ciao, mi occupo delle recensioni su Accordo e prima su Chitarre dal 2010. Ti inveito a leggere qualcuna di quelle che ho scritto in questi anni, troverai un sacco di esempi di
"uno switch economico in un pedalino, un binding di plasticaccia orrenda attorno ad una tastiera in orrendo palissandro di infima qualità, una meccanica che anche a chitarra nuova in negozio non ha fluidità e precisione, sono difetti sia per un professionista che per un amatore."

Il punto è che quando ci si trova a parlare di uno strumento lo si fa rapportandosi al prezzo. È inutile dire "la chitarra ha binding di plasticaccia" se è uno strumento da 150 euro, così come non ha senso dire che un ampli a transistor da 150 euro ha poca headroom.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 27/12/2016 ore 01:47:00
Lo scrivevo sopra: così però diventa tutto uguale: se vale 1 e costa 1, o vale 100 e costa 100. Anzi, di norma il costo cresce più rapidamente del valore intrinseco.. Il punto è che si dovrebbe giudicare gli oggetti in sè, e poi al caso relativizzare sul prezzo. Per esempio: mi è capitato di provare pedali talmente brutti che non li avrei voluti nemmeno gratis, non ho problemi a dirlo. Oppure, prodotti di prezzo medio ma di qualità SOPRA la media.. altrimenti siamo come a scuola, prendo mia figlia di 7 anni che torna a casa col 10 e dico che beh è al livello di un universitario che ha portato a casa un 30... no! Usciamo da questa logica o sarà solo un orizzonte piatto!
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 27/12/2016 ore 09:07:42
Attenzione nessuno ha mai detto che recensiamo solo cose che ci piacciono ma solo cose che meritano. Noi partiamo dal presupposto che dietro ogni prodotto c'è stato uno studio che ha portato metterlo sul mercato con certe caratteristiche e di quelle parliamo. Perché dovrei giudicare un pedale dicendo che non vale la pena comprarlo o che non vale quel prezzo? Se è stato stabilito con degli studi di mercato? Noi prendiamo gli oggetti li mettiamo in mano a gente che li sa far suonare al meglio e li descriviamo rendendovi partecipi delle nostre impressioni sul suono.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 27/12/2016 ore 13:53:03
Come perchè dovresti recensirlo? Perchè le riviste di musica recensiscono anche gli album brutti? Per dare un panorama, non solo una parata di successi e figate! Per poter dire che tra due TS9-like, "questo" magari è buono e conveniente, mentre "quello" suona peggio. E poi il prezzo l'avranno anche studiato con pazzeschi studi di mercato (o magari no, eh, spesso dietro certi marchi c'è si e no una persona che decide) ma può pure sbagliare, posizionare male un prodotto.. e poi a volte le stroncature fanno ridere!
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 27/12/2016 ore 17:16:09
Ma leggi quello che scrivo? Ho detto perché dovrei GIUDICARLO? Non RECENSIRLO. Pubblichiamo un numero talmente alto di recensioni che non mi sembra che il panorama su Accordo sia molto ristretto. Se prendo due pedali sulla base di cosa potrei dire questo suona meglio o questo suona peggio? Solo sulla base di un giudizio personale. Non stiamo parlando di macchine o moto o computer con delle prestazioni misurabili. Non confondiamo caratteristiche tecniche (di cui parliamo sempre ampiamente) con parametri di qualità. Prima di lavorare per Accordo (ma ancora oggi) divoravo riviste di macchine moto e anche di musica. In 15 anni di riviste acquistate non ho mai letto una recensione in cui si dicesse "non comprare il tal album" o "la tal moto fa schifo" o cose del genere.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 27/12/2016 ore 20:45:50
Primo, stai calmo. Secondo: anche io di riviste di vario genere ne leggo, e pur non scrivendo "non comprare il tal album/ampli/auto/videogame/film" se leggo una recensione di un disco, e prende 4/10 secondo te, cosa desumo? che chi l'ha recensito (poi, se fai una recensione normalmente esprimi un giudizio, altrimenti stai copia-incollando o riformulando un comunicato stampa) non l'ha gradito. Poi posso spendere i miei soldi come voglio, ma qualcuno ha preso una posizione, ed ha lanciato un messaggio: l'oggetto recensito non era bello/performante/non valeva il prezzo. Non mi pare un concetto fantascientifico, anzi, mi pare largamente condiviso nei commenti. O leggi riviste di musica che danno solo voti dall'8 in su? o che non ne danno? Anche le auto non sono solo misurabili in senso assoluto, certo ci sono le prestazioni (anche qui discutibili, meglio 1600 kg con 200cv o 2300 con 300?) ma poi linea, gusto, finiture.. tutta roba "opinabile" no?
Rispondi
di Repsol [user #30201] - commento del 27/12/2016 ore 23:53:44
Io capisco esattamente il tuo ragionamento e lo condivido. L'unica cosa che mi fa riflettere è che se un album viene giudicato 4/10 dal recensore io d'istinto non provo neanche ad ascoltarlo. Il problema che 4/10 potrebbe averlo dato uno che ha gusti molto diversi dai miei...
Mi sono trovato in questa situazione, al contrario, con alcune riviste. Album elogiati come la novità del secolo, imperdibili, pietra miliare etc..li ho comprati e mi fanno schifo.
Ció non toglie che son d'accordo con quello che scrivi, ma è difficile prendere una posizione
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 28/12/2016 ore 11:48:31
Si, ma effettivamente sono più frequenti i voti entusiastici, delle stroncature gratuite. E in ogni caso sarà difficile prendere posizione, ma non è filosoficamente impossibile come sembra da certi commenti. C'è chi lo fa di mestiere eh..
Rispondi
di mrnippo [user #31138] - commento del 28/12/2016 ore 15:46:52
scusate se mi intrometto, ma è ovvio che "recensire" un prodotto significa anche esprimere un "giudizio", magari non in forma esplicita, è ovvio che non significa che debba esserci un paragrafo intitolato "giudizio finale".
Perchè altrimenti la figura del "recensore" non ha senso di esistere, si limiterebbe a fare copia incolla dei comunicati stampa dei vari vendor, come dice RedRaven qui sotto, e a quel punto perchè dovrei venire su accordo a leggermi la markettata? vado sul sito del vendor e fine del discorso.
Personalmente sono favorevole al fatto che quando un prodotto viene messo nelle mani di un esperto del settore, questi esprima anche un giudizio di apprezzamento o meno di quel prodotto, o anche perfino di stroncatura. Non significa ovviamente che quello che dice il soggetto in questione sia verità assoluta, ma dal mio punto di vista conta moltissimo l' autorevolezza del tester. Stresso il concetto all' estremo: se Gilmour dovesse testare un distorsore che emula il muff e e dicesse che fa schifo, beh...tenderei a fidarmi, visto che considero Gilmour estremamente competente in tema di muff. Se lo avesse detto Segovia, come minimo cercherei una seconda opinione, perchè Segovia, davanti a cui mi inchino, sta parlando di qualcosa che esula dal suo campo.
Rispondi
di wrugg25 [user #31282] - commento del 26/12/2016 ore 22:27:59
"[...] nel 2017 la figura del recensore che dispensa giudizi e consigli dall'alto ha anche un po' rotto i coglioni [...]".
ESATTAMENTE.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 27/12/2016 ore 01:47:41
Ma non ho capito: sei costretto a leggerle le recensioni?
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 27/12/2016 ore 01:50:50
Andiamo sul concreto: io leggo recensioni di questo tipo, e non mi pare ci sia un recensore che dal balcone dispensa alcunchè. Mi pare, avendo sentito varie demo, un giudizio sensato, ragionato, non sparato a caso, e con pro e conto motivati. Un lavoro professionale. Non capisco davvero perchè non solo non farlo, ma attaccarlo come un esercizio di assegnamento di punteggi a caso..
vai al link
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 27/12/2016 ore 01:53:52
E non sono gli unici. vai al link
Tra l'altro su PremierGuitar scrive e fa video John Bohlinger che è veramente, veramente bravo a far capire come suoni la roba.
Rispondi
di Iconoclast76 [user #43596] - commento del 27/12/2016 ore 02:43:59
nel mondo del businnes la verità si paga col prezzo del fallimento
Rispondi
di E! [user #6395] - commento del 27/12/2016 ore 02:48:20
Alberto, hai scritto un'inesattezza gigantesca!
Mi trovo costretto a puntualizzarla e correggerti: Kelino non è l'utente #4, è l'utente #5.
:)
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 27/12/2016 ore 08:04:42
Ecco.
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 27/12/2016 ore 08:06:5
Accidenti hai ragione! :-)
Rispondi
di MM [user #34535] - commento del 27/12/2016 ore 08:07:2
Sono costretto a rilevare un'inesattezza anche nel titolo.
La Qualità si misura, eccome. E non è necessario essere un ente certificatore.
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 27/12/2016 ore 08:07:36
Seguo con interesse la discussione.

(comunque A mio parere, gli articoli migliori sono quelli che mettono a confronto due o più strumenti o accessori)
Rispondi
di Luca1973 utente non più registrato - commento del 27/12/2016 ore 08:38:09

E direi che centri bene il punto.
Se voglio comprare un ampli, la cosa migliore non è di certo andare in negozio a provarne uno solo una volta ogni due settimane, perchè quando provo quello successivo avrò un metro di paragone che non mi rimane più al 100% attendibile. Così come le chitarre e pedalanza varia.
Credo che le prove comparative (ovviamente su strumenti della stessa fascia di prezzo) siano più attendibili e spesso facciano emergere la cura o le mancanze che ogni produttore pone sui diversi aspetti dei suoi prodotti, piuttosto che una prova singola una tantum.

citazione, MM:
- La Qualità si misura, eccome. E non è necessario essere un ente certificatore -

STRA-QUOTO
Un body in 4 pezzi su una American Standard che in negozio sta a 1450€ non è un'opinione soggettiva, si misura eccome.
E se dovessi farne una recensione io, probabilmente sarebbe una delle prime cose che scriverei.
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 27/12/2016 ore 09:12:0
Se un body è in 4 pezzi lo diciamo anche noi, da sempre. Il discorso sul non poter misurare la qualità delle chitarre è diverso dal constatarne le caratteristiche tecniche (cosa che facciamo sempre e dettagliatamente). Rileggi l'articolo di Alberto perché non hai centrato il senso di cosa intendiamo per "misuare la qualità"
Rispondi
di Luca1973 utente non più registrato - commento del 27/12/2016 ore 09:28:5

Non c'è tanto da capire, non ho bisogno di rileggere.
La qualità è nella cura costruttiva, nella scelta dei materiali, nell'assemblaggio, nel setup, nel controllo qualità finale prima che uno strumento venga immesso sul mercato, nell'assistenza post-vendita (nei limiti e per quello che attiene alla casa madre).
Questa è la QUALITA' di un prodotto.

Alberto scrive:
- Gli strumenti musicali oggi sono strutturalmente validi in relazione al prezzo, con pochissime eccezioni -

questo è vero, anche se non nella totalità dei casi

ma poi:
- Le differenze che contano sono quelle soggettive: sonorità, suonabilità, aspetto e soprattutto - la più soggettiva di tutte - capacità di ispirare il musicista -

E' vero che sulla scelta di uno strumento pesano principalmente le caratteristiche soggettive, ma queste ultime sono un fattore ben diverso dalla QUALITA' intrinseca del prodotto (che è data dalle caratteristiche che ho scritto sopra, ben valutabili e ben poco opinabili)
Se per QUALITA' voi intendete le caratteristiche soggettive, siete voi che andate fuori strada.

Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 27/12/2016 ore 17:22:15
A leggere il tuo commento sembra che tu non abbia mai letto una sola recensione qui su Accordo. In tutte le nostre review trovi indicazioni sulla qualità costruttiva degli strumenti, sulla scelta dei legni, sui bilanciamenti dei pesi o sull'efficacia di PU e piezo. Se non erro è quello che citi tu nel commento. Sono tutti parametri di cui si può parlare ma che a differenza di altri prodotti in altri ambiti, non si possono oggettivamente misurare. Se prendi 3 telefoni puoi vedere qual é il più veloce, quello che si avvia prima, quello con più ram, quello con più memoria. Sappiamo bene che se uno strumento ha il body in 2 pezzi non è detto suoni peggio di uno in massello ma con PU spompi, no?
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 27/12/2016 ore 19:25:3
Per secoli i filosofi si sono spaccati la testa sulla definizione di "qualità", quindi la tua frase "Se per QUALITA' voi intendete le caratteristiche soggettive, siete voi che andate fuori strada" nega tutti questi sforzi, incluso quello di Immanuel Kant con la sua Critica del Giudizio e in particolare la definizione del "giudizio estetico". Non ce lo possiamo ancora permettere di negare non dico Kant, ma neppure il grande Robert Pirsig che sulla "qualità" ha scritto una delle opere più straordinarie degli anni 70, tuttora pregnantissima :-)
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 27/12/2016 ore 20:49:21
Quello che non capisco è, dopo aver tirato in ballo Kant, Pirsig, Platone, ma siamo arrivati come ultima conseguenza al concludere che è impossibile trarre un giudizio? chi lo fa è un folle? non penso proprio, ho riportato link ad altre testate che fanno recensioni con punteggi e non mi pare siano venditori di fumo, anzi. Un conto è dire che voi avete scelto così, e amen. Un conto è sostenere che non sia possibile/legittimo/onesto arrivare in fondo e dare un voto. E' questo che non mi quadra.
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 27/12/2016 ore 09:09:18
Sono d'accordo ma coms abbiamo detto già molte volte avere in prova gli strumenti è spesso molto complicato, averli in prova contemporaneamente è ancora peggio. Ogni volta che abbiamo potuto lo abbiamo fatto, ma non dipende purtroppo da noi.
Rispondi
di kelino [user #5] - commento del 27/12/2016 ore 09:28:38
Non prendere le cose che penso e scrivo come critiche distruttive. Non c'è da giustificarsi. Capisco le problematiche. Il mio era solo un "quanto sarebbe figo se...".

I difetti di alcuni strumenti a volte sono evidenti (ricordo ancora una mia ex hagstrom viking con il bordo tastiera rifinito malissimo. E non era un caso:poco dopo arrivò in negozio una h800 con lo stesso difetto!). Altre volte li coglie solo l'occhio (o l'orecchio) esperto.

In linea di massima, se mi capita di suonare una gibson les paul con problemi di tenuta dell'accordatura (e capita...ma è solo colpa del capotasto, spesso) non dico che la chitarra fa schifo. Se succede di avere tra le mani una strato nuova di pacca con dei tasti "muti", mica penso che la fender dovrebbe darsi fuoco. Almeno non per questo.

Diverso il discorso se mi capita una chitarra con, ad esempio, dei pick up "spenti", un ampli con un suono "moscio" o un distorsore troppo rumoroso.

Capisco la soggettività...ma se una cosa fa cagare, fa cagare. E mi rode quando se la fanno pagare fior di quattrini!

Un esempio lampante, secondo me, sono le strato usa della serie deluxe. Paragonate a serie inferiori, pesano troppo, suonano piatte e costano troppo.
And so on...
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 27/12/2016 ore 17:57:26
Beh, volevo metterti a conoscenza di una realtà che magari non conosci, non è una giustificazione.

In qualunque modo la giri, dire che una cosa fa cagare è un parere soggettivo e in nessuna recensione di nessuna rivista specializzata troverai delle stroncature del genere. Leggo da almeno 15 anni costantemente Moto.it, InMoto, InSella, Freeway, che purtroppo ha chiuso e prima di lavorare per Accordo leggevo Chitarre, Guitar Club, Strumenti Musicali. Le linee editoriali di tutte queste riviste sono pressoché identiche alla nostra, con la differenza che quando si parla di moto e macchine ci sono dei valori misurabili su cui si possono fare dei paragoni oggettivi.

Tu dici che un esempio lampante sono le Strat USA Deluxe, ma aggiungi "secondo me" qui è la chiave di tutto. Sulla base di cosa se non un parere soggettivo puoi stabilire che suonino peggio di serie meno costose?
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 27/12/2016 ore 20:53:2
Guarda, con il paragone motociclistico ti faccio l'esempio che mi pare calzante: la differenza è tutta tra queste due cose: la maxirecensione primaverile con tutte le supersportive, in cui alla fine per dire vince la Panigale anche se ha meno cavalli alla ruota, ma sul giro risulta più bella da guidare e facile da portare al limite. Voto: 9.5, contro la RSV4 che prende 9.2.
Dall'altro lato ci sono le "recensioni" di Cereghini prima dei GP: ogni moto che prende in mano è PERFETTA, tranne forse il colore delle manopole.
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 29/12/2016 ore 16:12:35
Appunto, nella maxi comparativa delle super sportive per dare il voto finale si parte dai parametri rilevati. Vince quella che ha il punteggio maggiore sommando velocità, frenata, tempo sul giro e impressione del pilota. Ma c'è un gruppo di piloti che dice la sua su ogni moto e quindi pur trattandosi di giudizio personale, prende il carattere di una statistica. Non è la stessa cosa con una chitarra.
Rispondi
di fa [user #4259] - commento del 27/12/2016 ore 10:02:13
Ciao a tutti, intanto trovo bello il fatto che i gestori e fondatori del sito partecipino attivamente alla discussione e abbiano preso spunto da un post di un utente. Se fosse possibile, come suggerito da un utente sopra, sarebbe interessante avere uno specchietto riassuntivo con i punti di forza e i punti di debolezza di ogni strumento provato direttamente. In questo modo, anche se il giudizio è soggettivo, si potrebbe evidenziare se uno strumento costa troppo per quello che offre, se un pedale ha un suono particolare e poco versatile, o se per quello che costa lo strumento fa il suo lavoro egregiamente. Non dico che nelle attuali recensioni questo non venga detto, ma se si introduce un prospetto standard per tutti gli strumenti e accessori recensiti, gli utenti possono avere almeno un termine di paragone. Si potrebbe anche inserire la fascia di prezzo dello strumento, in modo che chi legge sa immediatamente se si trova di fronte ad uno strumento top di gamma o a un entry level. Ciao Fab
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 27/12/2016 ore 17:23:39
Questa è una cosa su cui stiamo pensando da un po' tempo, è sensato e può essere funzionale.
Rispondi
di aghiasophia [user #35493] - commento del 27/12/2016 ore 11:40:15
Non entro nel merito della questione, sulla quale avevo già sinteticamente dato un parere rispondendo direttamente al post. Da redattore di una rivista e contributore di una testata online mi ha molto colpito questo passaggio:
"nel 2017 la figura del recensore che dispensa giudizi e consigli dall'alto ha anche un po' rotto i coglioni, voglio dire, abbiamo tutti testa e consapevolezza sufficienti a formarci un'opinione, no?".
No, oppure sì ma fino a un certo punto. Se si parla della spocchia e della presunzione, e dell'arroganza perfino, con la quale una cosa viene definita "nera o bianca", "bella o brutta", "giusta o sbagliata" in quest'era da tastiera selvaggia è un conto. Lì siamo nell'orbita del giudizio personale guelfoghibellinesco, della pretestuosa chiacchiera da bar, di un mero parere individuale a cui la rete, per sua stessa costituzione e natura, dà voce e amplifica indiscriminatamente. Se, invece, un determinato punto di vista, una peculiare lettura, uno specifico taglio di un'analisi sono opportunamente suffragati dagli strumenti a monte dell’esercizio critico, e cioè professionalità, rigore, competenza e autorevolezza, allora in quel caso siamo di fronte a un contributo editoriale importante, all’interno del quale la visione soggettiva risulterà diluita, e magari perfettamente amalgamata, a spunti tematici oggettivamente validi.
Proprio perché siamo nel 2017, proprio perché la pluralità di voci è immensa, proprio per l’orizzontalità stessa del web e delle redazioni che producono contenuti, oggi più che mai, c’è bisogno di tracciare un confine tra il sapere googleggiante e la costruzione dello stesso.
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 27/12/2016 ore 17:26:01
E ritieni che le nostre recensioni non si attengano a quello che hai scritto?

Se si, spiegami meglio così che si possa discuterne.
Rispondi
di aghiasophia [user #35493] - commento del 28/12/2016 ore 16:07:54
Non sono io a stabilire o ad aver stabilito le funzioni e l'impostazione editoriale del recensore di Accordo. A parlare di "recensore che informa" e di recensioni come "strumenti [che] nascono per dare al lettore informazioni e aiutarlo a capire se uno strumento rientra nella sua sfera di interesse" è stato alberto, autore dell'articolo. Per me, come spiegavo, la faccenda è filosoficamente e culturalmente diversa, pur riconoscendo già nel post di kelino quanto descritto qui e precisato dallo stesso autore.
Quindi, sì - retoricamente, attaccandomi alle parole e partendo da una posizione differente se non opposta, forse - credo che "le vostre recensioni non si attengano a quello che ho scritto".
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 27/12/2016 ore 19:04:59
Grazie del contributo. Diciamo per molti versi la stessa cosa, entrambi dallo stesso punto di vista professionale (anche io ho lavorato una parte importante della mia carriera di giornalista nello specializzato, in particolare motori).
Ciò che "ha rotto i coglioni" è esattamente quello che dici tu, ma anche altro. Torno a spiegarlo: quando tanti anni fa ho fatto il test della Viper GTS per Gente Motori mi sono trovato in forte imbarazzo. Era una vettura che a fronte di numeri tutto sommato mediocri dava sensazioni straordinarie.
Ci ho ragionato col mio caporedattore e abbiamo deciso di evitare i commenti, considerando che le sensazioni venivano da fattori troppo soggettivi per avere senso: rumore, fascino del blu con striscia bianca, del cofanone, del V10, dei cavalli. In sintesi: le sensazioni erano soggettive e potenzialmente fuorvianti.
Racconto questa cosa perché in tanti anni di frequentazione degli strumenti musicali non ho mai (intendo "MAI"!) trovato un recensore capace di astrarsi dal proprio personalissimo sentire e questo IMHO inficia troppo la narrazione. Ed è per questo che sia online sia negli anni in cui ho diretto Chitarre di carta ho sempre frenato boxini pro-contro, "impressioni dal vivo" eccetera.
Eccesso di fiducia nel lettore? Mi sforzo di pensare che no, il lettore merita più stima di quella che in genere gli viene accordata. E qui passo alla tua ultima frase, che apre un universo di considerazioni (sarebbe bellissimo organizzarci una tavola rotonda, magari a SHG o CustomShopMilano). Il mio pensiero in sintesi è che le generazioni dai Millennials in poi hanno sviluppato una formidabile sensibilità alla qualità del risultato del googling, per cui sono loro (le persone, i consumatori) a tracciare quel confine importantissimo che citi. Sempre IMHO :-)
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 27/12/2016 ore 21:04:36
Ecco, l'esempio della Viper è calzante: se aveste voluto dare un voto "asettico" avreste dovuto portarla su una pista bilanciata per rettilinei, curve veloci e lente, e tirarle il collo. Il tempo è il voto. Molte riviste lo fanno. Ma così è facile, a fianco a questo dato c'è giustamente il giudizio emotivo/personale: e qui c'è una cosa ovvia, talmente ovvia che non so perchè sembri invece la scoperta del secolo. Il recensore è umano e dà il suo punto di vista. Discutibile, non assoluto, ma dato da un punto di vista si spera "esperto". Se dò la Viper a chi ha guidato solo panda gli parrà una cosa pazzesca. Se la do a un pilota che ha guidato tutte le auto sportive degli ultimi 20 anni, ha delle coordinate. Ecco, alla fine per me ci sarebbe stato un voto, spiegando che al di là delle performance, messe in calce, c'era un "quid" che le faceva prendere, per dire, 9. Contro una Porsche che girava in 1" in meno, ma aveva meno carisma, e nel numero prima aveva preso 8.5
Seguendo questo esempio, non vedo perchè non fare lo stesso con una chitarra.
Rispondi
di mrnippo [user #31138] - commento del 29/12/2016 ore 12:30:39
concordo, il paragone auto/chitarra mi sembra azzeccato perchè sono entrambi prodotti il cui processo di acquisto non prevede solo un' analisi razionale delle caratteristiche ma entrano in gioco molte componenti irrazionali che possono anche prevalere sulle altre.
Rispondi
di aghiasophia [user #35493] - commento del 28/12/2016 ore 15:53:20
Grazie a te per lo scambio.
Non discuto la linea editoriale. Ci mancherebbe: è il risultato di una precisa politica. Va da sè che se non la si condivide, implicitamente o esplicitamente, si leggerà altro, approdando su altri siti, e chi la sposa invece continuerà ad apprezzare e a incrementare i click. Il mio discorso prescindeva da Accordo e riguardava, più in generale, quelle che si potrebbero definire 'strategie' della costruzione del sapere che circola in rete. A fronte dell'estrema semplicità con la quale ormai si entra in possesso delle informazioni tecnico-produttive, ci si imbatte in articoli copia-incolla, in parafrasi-timide-variazioni delle indicazioni della casa madre, cosa - mi chiedo - apre davvero uno spiraglio critico e genera narrazione-letteratura rispetto alle specifiche?

P.s. Giungiamo a conclusioni diverse: io sono profondamente convinto che 'quel' confine citato vada tracciato da un editore, da una redazione, dai redattori, dagli autori, insomma da chi produce "cultura " (tra N virgolette). Un saluto.
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 27/12/2016 ore 17:31:23
Secondo me mettere una tabella Pro e Contro non farebbe male a nessuno, anche perché non è necessario esagerare in esclamazioni positive o in critiche pesanti, ma basta che ne so dire Pro : prezzo competitivo, buon clone del pedale XX, buona costruzione oppure Contro : prezzo non per tutti, switch troppo ravvicinati, switch vicini ai pot ecc.
A fine recensione magari anche una valutazione soggettiva generale del recensore potrebbe aiutare, poi sappiamo tutti che anche con i migliori elogi nessuno spenderebbe tanto per una cosa mai provata dal vivo.
I confronti tra strumenti sono un'altra ottima chiave (più che altro pedali) e aiutano spesso a percepire le reali differenze, ad esempio i vari video VS sul tubo.
Ricordo quando da giovane leggevo riviste per giochi, Kappa e TGM. Il secondo avrà anche avuto le miglior foto, ma Kappa era onesto e dava una reale idea sul prodotto, e per questo la preferivo a TGM. Poi col tempo si capiva anche il recensore e capire se il suo parere era in linea coi propri gusti e quindi da seguire. Parlo degli anni 80, e forse sarebbe ora di tornare indietro che non c'è nulla di male.
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 27/12/2016 ore 17:59:52
Come detto sopra, sì lo specchietto riassuntivo può essere una bella idea. Alla fine sono cose che già diciamo nelle recensioni, riassumerle non ci costa molto. Sui VS cerchiamo di farne sempre il più possibile, ma non sempre è possibile purtroppo.
Rispondi
di xstrings [user #23053] - commento del 27/12/2016 ore 23:37:04
Leggo Accordo da circa 7 anni e sono iscritto da credo 6, personalmente non ho mai sentito l'esigenza di sapere se l'autore di un articolo pensi che un determinato strumento sia meritevole o meno di acquisto anche perchè tutto dipende A) dalle esigenze del papabile acquirente e B) da come e con cosa si usa un ampli, un pedale o un determinato modello di chitarra.
Ho sempre "sfruttato" Accordo per avere info generali su di un prodotto, spesso ci sono spunti che sul sito della casa madre di un determinato articolo non appariranno mai.
Insomma Accordo per me è una sorta di trampolino di lancio dal quale poi partono le mie ricerche personali compresa la prova sul campo quando si presenta la possibilità.
Non ci sarà mai nessuno che può dirvi cosa comprare e cosa no, non esiste la Bibbia del Chitarrista dove basta seguire le regole come pecore perchè il sound giusto ed il feeling giusto si ottengono e guadagnano solo con le proprie esperienze personali, esperienze che tra l'altro ci aiutano a crescere come musicisti.


Rispondi
di TV_Eye [user #8844] - commento del 28/12/2016 ore 00:17:58
Mi sembra che tanti sottovalutino il fatto che ogni strumento (se parliamo di chitarre elettriche) faccia parte di una catena di almeno due elementi (chitarra - ampli) che si influenzano a vicenda dando vita a diverse variabili, che aumentano esponenzialmente con l'introduzione di ogni altro oggetto (pedali, multieffetto ecc.).
Mai lette in rete opinioni del tipo "le les paul di adesso fanno cagare, ne ho comprata una, l'ho attaccata al mio marshall mg15 e non ho lo stesso il suono di slash!!!"?

(infatti mi pare, da semi-profano, che spesso le recensioni di chitarre acustiche siano più tecniche in senso stretto)

Oltre a questo bisogna considerare che stiamo parlando di "strumenti", cioè mezzi per ottenere un risultato, diverso per ognuno sia nell'idea finale che nel modo di ottenerlo.

(il Boss DS1 credo sia uno dei pedali più venduti al mondo: la mia recensione?
-distorsione smorta, aumentando il gain aumenta solo la confusione e non la "botta", il controllo di tono a metà è anonimo, alzandolo diventa fastidiosamente tagliente, abbassandolo inutilmente ovattato: l'unico pedale di cui non vedevo la pena di disfarmi mezz'ora dopo averlo comprato.
"sbaglio" io o "sbagliano" le migliaia di musicisti che lo usano?)

Secondo me sotto questo aspetto le recensioni su Accordo sono ben bilanciate e non danno mai un'idea troppo fuorviante, perché se è vero che non si assiste spesso a stroncature clamorose d'altra parte non ho mai letto cose del tenore di "la chitarra definitiva!" o "date fuoco ai vostri vecchi ampli e comprate questo!", cosa che denota professionalità a prescindere.
Se poi questo non bastasse, mi pare che sotto ogni articolo ci sia un abbondante spazio "commenti" in cui gli utenti non si fanno troppe paranoie a contestare le affermazioni della redazione quando è il caso.
Rispondi
di xstrings [user #23053] - commento del 28/12/2016 ore 09:09:4
Hai scritto ...

***Mi sembra che tanti sottovalutino il fatto che ogni strumento (se parliamo di chitarre elettriche) faccia parte di una catena di almeno due elementi (chitarra - ampli) che si influenzano a vicenda dando vita a diverse variabili, che aumentano esponenzialmente con l'introduzione di ogni altro oggetto (pedali, multieffetto ecc.).***

Sono pienamente d'accordo però non sei stato coerente secondo me perché hai parlato del Boss DS1 come una ciofeca e probabilmente per l'uso che ne fai tu, con la tua strumentazione lo sarà pure ma magari con altri amplificatori o chitarre, magari usato e settato in maniera differente può dare risultati di tutto rispetto.... è questo il punto.
Io in pedaliera ho un Boss SD1, un semplice ed economico overdrive giallo che sul marshall mg15 farà probabilmente pena ma sul mio Koch Twintone e con la mia Musicman fa si che si possa ottenere un clean sporco molto gradevole pur essendo un pedale da 40 o 50 €!
Il vero problema qui su Accordo non sono gli articoli della redazione ma i commenti degli accordiani che non capiscono di non poter essere sempre obbiettivi sulla valutazione di un determinato strumento.
Rispondi
di TV_Eye [user #8844] - commento del 28/12/2016 ore 14:30:58
E' proprio quello che stavo dicendo: PER ME il DS1 è poco utilizzabile e assolutamente non "stimolante" ad aprirmi a nuove sonorità, ma mettiamo che fosse un prodotto nuovo e dovessi recensirlo pubblicamente per un sito o una rivista: di sicuro sarei molto più diplomatico e definirei "caratteristiche" quelli che, se devo parlare solo per me, sarebbero difetti.
Rispondi
di maxventu [user #4785] - commento del 28/12/2016 ore 00:41:32
Provo a dare una mia interpretazione personale dell'articolo di Kelino. Qualche tempo fa mi sono recato in un noto negozio/boutique di Milano, per provare un pedalino compressore "di riferimento". Il titolare/commesso per farmelo provare mi chiede "che chitarra vuoi?" Rispondo "una Strat USA". Tira su una Stratocaster che c'era lì. Attacco. Suono tre accordi. Mi dimentico immediatamente che ero lì per provare il pedale. Mi alzo vado alla cassa dico "compro il pedale" senza neppure chiedere il prezzo. Poi gli chiedo che diavolo di chitarra mi avesse dato per la prova. Una custom shop master built. Ecco, non saprei proprio dire cosa avesse quella chitarra, ne ho provate molte altre anche dopo, Suhr, Tyler, Anderson, altre Custom Shop ma...non mi è più capitato di suonare una chitarra simile che purtroppo mi sono lasciato sfuggire anche per questioni economiche. Forse è proprio questo il fattore non misurabile di cui si parla nell'articolo. Nel caso delle chitarre, una alchimia nell'insieme dei legni / magneti/ elettronica/ hardware/ setup che rende irripetibile e vorrei dire inutile l'applicazione del metodo scientifico. Qualcosa che sicuramente sarebbe sfuggito ad una misurazione come risposta in frequenza o rapporto segnale rumore , gamma dinamica etc etc.
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 28/12/2016 ore 10:51:53
Dopo tonnellate di parole e di commenti emerge che "in un articolo di prova o comparazione di strumenti o accessori musicali,farebbe comodo avere una specie di riassunto su pregi e difetti,anche in base alla fascia di prezzo"...l'avevo scritto nel 4° commento dall'alto,e avevo detto che era più o meno quello che fanno le riviste di settore anglosassoni da sempre,sono un genio! :-)
Rispondi
di xstrings [user #23053] - commento del 28/12/2016 ore 14:50:58
ahahah eccezziunale veramente ;D
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 28/12/2016 ore 15:04:0
Non mi ascoltano mai! Gli avrei risparmiato un sacco di tempo/tastiera e sarebbe tutto finito al 4°post...in realtà,anche leggendo spesso "People", mi viene da pensare che le persone facciano fatica a cercarsi le cose da soli e vogliano dipendere dai giudizi di chi non conoscono neppure,o da favole web,tragico! ;-)
Rispondi
di xstrings [user #23053] - commento del 28/12/2016 ore 15:19:34
Eh un po' si, è come quando esce un post intitolato "Aiuto, che ampli mi consigliate" .... e quando suggerisci di andare nei negozi a provare tutti ti dicono che dalle loro parti non ci sono negozi di strumenti musicali O_o
L'italia ne è piena basta alzare le chiappe ed andare, macchina per i patentati e treno per chi l'auto non ce l'ha. Stop.
Io ho sempre fatto così in quasi 20 anni che suono ;)
Rispondi
di Pietro [user #44778] - commento del 28/12/2016 ore 15:25:27
Bravo! Hai capito esattamente dove volevo arrivare :-)
Rispondi
di Luca1973 utente non più registrato - commento del 28/12/2016 ore 17:45:42
@ Xstrings:

ahahahhah....sacrosanta verità ;-)
...si può rischiare di sbagliare acquisto perfino provandolo in negozio, qua vorrebbero comprare amplificatori e centrare l'acquisto al primo colpo dopo averli ascoltati su Youtube o dopo consiglio di emeriti sconosciuti su un forum...
Rispondi
di MM [user #34535] - commento del 28/12/2016 ore 12:48:41
Si è preso più volte ad esempio il mondo delle due o quattro ruote.
Credo che chi fa recensioni di moto, debba avere molta esperienza di guida. Debba quindi riconoscere se una moto ha una erogazione di potenza con delle carenze a detrminati giri, o un assetto ciclistico che permette una guida facile o meno, oppure un impianto frenante, anteriore e posteriore eccellente o con delle lacune. E i bravi recensori lo scrivono.
Lo stesso credo che valga per uno strumento musicale.
Credo che si debba scrivere se un prodotto di fascia alta presenta dei dettagli di finitura che non sono da prodotto di fascia alta (perché questo succede), come può succedere che un prodotto di fascia medio bassa presenti finiture superiori alla media.
Ribadisco, la Qualità (come lo scadente) si misura. E vanno riportate.
Poi io non credo che comprerei mai uno strumento (o una moto) basandomi solo su una recensione, però mi può indirizzare alla prova.
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 28/12/2016 ore 15:09:08
E noi non lo facciamo? Non raccontiamo se le caratteristiche tecniche sono in linea col prezzo? Chiedo perché scrivendo recensioni dal 2010 (ufficialmente, da prima come utente) mi sembra di fare proprio quello che dici tu. Chiedo perché magari ho una percezione di quello che scrivo diversa da quella che hai tu nel leggermi...
Rispondi
di MM [user #34535] - commento del 28/12/2016 ore 16:24:29
Lo fate lo fate.
Ma ho avuto anch'io, a volte, la sensazione che ha avuto Kelino, cioè che si tenda non evidenziare aspetti negativi di un prodotto. E il titolo di questo trhead, sembra che voglia giustificare questa tendenza con una affermazione a mio avviso errata.
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 29/12/2016 ore 16:27:4
Il punto è proprio questo: quali sono gli aspetti negativi di un pedale o di una chitarra? Tolti i possibili difetti di produzione che se ci sono evidenziamo sempre (ma al giorno d'oggi su roba prodotta in serie difetti di questo genere ce ne sono davvero pochi) quelli che possono essere aspetti negativi per me che sono l'autore, possono essere pregi per altri. Ti faccio un esempio potrei dire: "peccato che questo overdrive abbia un solo controllo di tono" ma magari per altri averne uno solo è una gioia, risulterebbe un mio giudizio personale pressoché inutile. Così come se dicessi "questa simil-strat ha i pick up un po' spompi" in realtà magari è una precisa scelta costruttiva, che può essere apprezzata. Questi concetti nelle recensioni li esprimiamo ma in modo diverso per esempio: "questo pedale ha un solo controllo di tono, una manna per chi non ama spippolare" e "l'output di questa chitarra è basso, non adatto per chi ama l'heavy metal, ma per chi vuole un suono più vintage è l'ideale". Se poi mi dite che in questa maniera è "dire che tutto è bello!" o come leggo più sopra "fare una markettata" beh, alzo le mani...
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 29/12/2016 ore 21:57:55
Ti faccio altri esempi piuttosto calzanti secondo me: voi specie ultimamente tendete a "recensire" materiale piuttosto hi-end, quindi ovviamente grandi magagne non ce ne sono. A volte sono intervenuto per discutere sul fatto che un fuzz con 9 componenti di numero venisse 200 euro, e qualcuno anche della redazione, forse RozzoAristocratico, era entrato dicendo che è impossibile giudicare il costo di lavorazione dai componenti, o che si paga il valore e non il costo. Con buona pace del concetto di rapporto qualità/prezzo. Altro esempio, Gibson negli ultimi anni ha iniziato a sfornare prodotti piuttosto di battaglia, le LPJ, ad esempio. Io ne ho viste dal vivo svariate, sono incredibilmente approssimative per finiture, si sarebbero meritate un voto estremamente basso da quel punto di vista, e non parliamo del posizionamento per fascia di prezzo. Ma prodotti così "controversi" ne vedo pochi passare su Accordo. Ho in mente molti altri esempi, in realtà la fascia bassa è difficile a criticare, per 200 euro "che vuoi pretendere". La fascia alta come dicevo, è ovviamente di qualità (ma vogliamo parlare della motivazione di prezzo di una True Historic?) ma nella fascia intermedia c'è il vero carnaio di tutto un pò, dalla Ibanez fatta divinamente senza una sbavatura, alla made in USA che sembra fatta da un cieco armato di fresa. Lì, pescate poco, mi pare.
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di RedRaven [user #20706] - commento del 29/12/2016 ore 22:04:28
Poi scusami ma tra pickup a basso output, by design diciamo, e "spompi", ce ne passa, non ve lo devo spiegare io. Ho chitarre con pickup ad output incredibilmente contenuto che hanno personalità, articolazione, definizione. Ho avuto delle chitarre con pickup "spompi" di cui mi sono liberato, non è per nulla la stessa cosa. Ho avuto pedali che reagivano bene con qualunque cosa a monte o a valle, o pedali che passavano direttamente da "troppo acido e acuto" a "sordo e ingolfato". Io che faccio altro di mestiere e suono per hobby, e pure male, mi accorgo se qualcosa è palesemente mal pensato, mal realizzato, o fatto al risparmio, o se è pensato. Il mondo è pieno di accordatori che non prendono la nota, octaver che non azzeccano la dominante, distorsori che agiscono sul timpano come una fresa rotante, e altre mediocrità assortite, e non mi sento per nulla in amletici dubbi a dirlo, come non ho dubbi quando prendo in mano una chitarra che sembra suonare da sola per tono, sustain, morbidezza e intonazione...
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di Burats [user #16167] - commento del 29/12/2016 ore 23:29:11
Ok
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di xstrings [user #23053] - commento del 28/12/2016 ore 17:31:50
Ciao Denis, vorrei farti prendere in considerazione alcuni particolari prendendo degli esempi molto concreti così possiamo discuterne in maniera più oggettiva.
Nei primi giorni di novembre è stato pubblicato in Chitarre un articolo intitolato "Epiphone Flying V ed Explorer in Korina per una limited edition".
Letto l'articolo la mia impressione è che abbiate fatto un po' di copia incolla dal sito Epiphone più che altro perché parliamoci chiaro, scrivere che "i pick-up puntano ad ottenere il sound dei vecchi PAF" ( dio mio che assurdità ) va bene se lo dice Epiphone la quale deve vendere ma che lo riportiate voi ... mah!
Un neofita che legge questo articolo secondo il mio modesto parere potrebbe travisare, prendere per vostre le parole che in realtà escono dalla bocca di Mr. Epiphone e pensare che sono strumenti fantastici mentre la verità è che sono chitarre di fascia medio bassa e abbastanza criticabili come del resto tutti i prodotti Ephipone che attirano acquirenti più per la forma che per la sostanza.
Si parla solo di caratteristiche estetiche ma non di suono, se non le avete potute provare perché arriveranno sul mercato europeo solo a gennaio che senso ha recensirle?
Forse, correggimi se sbaglio, avrebbe senso scrivere: ragazzi, a gennaio arriveranno sul mercato queste chitarre, qui il link del sito con le caratteristiche, appena possibile pubblicheremo un video test dello strumento. Punto.
Quando ad esempio avete la possibilità di far provare uno strumento a Michele Quaini, vista la sua esperienza, fategli domande e da riportare sull'articolo! Credimi, sarebbe cosa molto gradita da tutti ;D
Non voglio insegnare a nessuno a fare il proprio mestiere, prendi questo mio commento solo come un sano confronto e non come una critica distruttiva di cui tra l'altro non ne gioverebbe nessuno ;)
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 28/12/2016 ore 20:14:20
Certo però che se partiamo confondendo news e recensioni non ne usciamo più...
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 28/12/2016 ore 20:26:37
Se le recensioni avessero alla fine un voto, una tabella pro/contro, le stelline o quel che volete, forse sarebbe meno facile confondere editoriale, forward di comunicato stampa, e recensione. Il fatto stesso che lui abbia in qualche modo frainteso, per me è sintomatico.
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 28/12/2016 ore 22:25:48
ah quindi non bastano foto e video esclusivi a distinguere una news da una recensione, dai RedRaven su! :-D
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 28/12/2016 ore 23:15:14
No, bastano per me, ma se qualcuno di meno esperto legge un comunicato stampa, potrebbe non capire al primo colpo la differenza. Qui ci sono persone che vanno dal musicista consumato, fino al 16enne che sta mettendo le mani per la prima volta su uno strumento, non dimentichiamocelo. Comunque non voglio fare sterile polemica, ribadisco, per me la differenza è lampante, solo vorrei vedere recensioni con voto. Inizio la petizione su change.org? :)
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 29/12/2016 ore 11:41:44
Non dimentichiamo mai la varietà del nostro audience, tranquillo. Secondo me sottovaluti le capacità dei 16enni alle prime armi. Saranno alle prime armi con gli strumenti ma sono ben navigati per quanto riguarda il mondo dell'internet e sanno ben distinguere una news da una recensione! :-D
Rispondi
di xstrings [user #23053] - commento del 28/12/2016 ore 20:38:51
nessuna confusione, con il mio esempio intendevo solo evidenziare un approccio a mio modo di vedere non corretto nella stesura di un qualunque articolo, tutto lì
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 28/12/2016 ore 22:24:40
Però ragazzi attenzione, se si tratta di news non si può prescindere dal parlare di quello che arriva tramite il comunicato stampa. Se a Rolling Stone arriva il comunicato in cui i Red Hot Chili Pepper dicono che il loro prossimo lavoro sarà innovativo ma vuole ricalcare le sonorità dei primi album, nella news sarà ripreso questo concetto, trattasi di notizia, così come se dalla Epiphone arriva un comunicato in cui si dice che i nuovi PU vogliono ricalcare il sound dei PAF originali di quello si parla.
Rispondi
di xstrings [user #23053] - commento del 28/12/2016 ore 22:35:25
Hai ragione, errore mio.
Non avevo considerato il fattore "comunicato stampa"...
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 28/12/2016 ore 15:45:03
Ciao, premetto che leggendo gl interventi tutto d'un fiato si ha l'impressione di una schedatura tra buoni e cattivi (recensori) e che uno strumento musicale sia tutto tranne che recensibile.
Convengo con chi indica come elemento la soggettività, ma devo notare (come molti altri) che i paragoni ed una puntuale analisi del rapporto q/p aiutano molto. Leggere nella recensione di una chitarra da 3.000 euro che suona molto bene, mi pare ridicolo: per 3.000 euro (parliamo di legno e metalli comuni solitamente usciti da una catena di montaggio, non oro e diamanti lavorati a mano) che suoni bene è il minimo dei minimi, anzi dev'essere scontato; forse il lettore medio (io) vorrebbe anche sapere se con 1.500 euro si ottiene il medesimo risultato e questo, sinceramente, non sempre lo si trova. Un esempio a caso sono le chitarre di marca e sottomarca: è appena uscita la Epiphone vattelapesca che ricalca la Gibson vattelapesca, vale la pena spendere 1/4 o la metà, oppure è meglio risparmiare ed acquistare dalla casa madre? Questo nessun video youtube potrà mai dircelo. Il presente non vale a denigrare il validismmo lavoro di Accordo, ma vorrebbe solo essere un suggerimento per migliorare, cosa sempre possibile per tutti.
Ciao
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 28/12/2016 ore 20:28:56
Non solo: tra due chitarre da 3000 euro che difficilmente troverò in negozio assieme, qual'è la differenza? quando ho preso la mia PRS McCarty c'era in negozio anche una Custom 22, e una uguale ma SE, e dal vivo le differenze sono paurose, ma vai a farlo questo confronto se non le trovi insieme..
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 28/12/2016 ore 16:19:21
A margine: la qualità di questo dibattito è altissima. A conferma che ACCORDO produce, ma soprattutto aggrega eccellenza artistica e culturale. Grazie a tutti.
Rispondi
di Luca1973 utente non più registrato - commento del 28/12/2016 ore 17:54:05

Direttore, ho la presunzione di ritenere di rientrare nell'elenco di coloro ai quali porgi i ringraziamenti e che elevano il dibattito....nonostante io stesso riconosca che i miei interventi siano a volte un po' a gamba tesa.
Però, nella musica come nell'altra mia passione (pesca), ho imparato nel corso degli anni ad aprire gli occhi da solo, a prendere con le molle i giudizi altrui e a toccare con mano, soprattutto in fase di acquisto.
Rispondi
di telecrok [user #37231] - commento del 28/12/2016 ore 17:06:5
E adesso?

PS: ho letto da qualche parte, qualche riga più su dei commenti circa il BossDS1 che costerebbe 40 o 50 Euro.
Per un made in Japan originale ne occorrono almeno 3 volte tanti, con 40 o 50 Euro compri il Taiwan che non vale un c...o.
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 28/12/2016 ore 18:31:1
Ma è normale che chiunque sano di mente voglia provare dal vivo un oggetto prima di comprarlo, che sia un pedale o una moto, che costi poco o tanto, e che una recensione o un video serva unicamente a farsi una prima idea. È anche vero che siamo nell'epoca digitale e che le chiappe di molti sono più incollate su una sedia davanti a computer/cellulari e che si va sempre meno a provare in negozio, ma questo è un problema loro. Io leggo una recensione, mi incuriosisco, vedo dei video e magari comparazioni, quindi se la mia curiosità è ad un certo livello esco e vado a provare. Non solo mi porto la chitarra e un pedalino per comparare, ma anche un amico per avere un secondo parere, sentire il suono nelle mie mani e da spettatore, e cerco anche di chiedere un ampli simile al mio. A Roma spesso si può fare (almeno in 3 negozi seri), altrove non so. Se poi scelgo di comprare a scatola chiusa (giuro forse mi è successo una sola volta), tanto siamo sempre nell'epoca digitale di sopra, che ci frega ma che ci offre anche la possibilità di rivendere tutto e magari fare anche qualche affare...
Dare qualche pro e contro senza esagerare non uccide nessuno, non userei nemmeno dei voti che potrebbero fuorviare.
Poi fate come volete, non mi cambia poi la vita con o senza questa cosa.
Rispondi
di francesco72 [user #31226] - commento del 28/12/2016 ore 20:02:25
Purtroppo la situazione da te descritta è molto parziale, dipendendo da area geografica e distributori. Ad esempio BC Rich in Italia è un amrchio quasi introvabile: anni fa volevo provare una draco ghost flame: zero, i rivenditori a cui mi sono rivolto 12 su tre province e tutti accreditati rivenditori ufficiali BC Rich mi hanno detto che la si poteva certamente ordinare, ma per acquistarla. L'anno scorso cercavo la BC Rich CJ price signature, alla fine l'ho fatta venire dall'America, ovviamente senza poterla provare. Se vuoi altri esempi: sabato sono andato dal mio negoziante di fiducia per avere lumi sul catalinbread sabbra cadabra, poichè quasi introvabile: dalle mie ricerche ce l'ha solo un rivenditore di Lucca (io sto a Bologna): stessa storia della BC Rich, con la differenza che non avendo quel marchio una rete italiana, il rivenditore si è astenuto anche solo dal farmi da tramite per problemi di garanzia ed eventuali sostituzioni.
Peraltro anche la dove c'è da provare non può esserci tutto: Tomassone (che dovresti conoscere perchè ha aperto anche a Roma) a Bologna avrà si e no otto chitarre a sette corde, stuoli di Gibson e Fender ma pochissimo tra Ibanez ed Esp/Ltd. Ed è normale: anche là dove c'è la possibilità, si trova quel che va per la maggiore o che gli importatori ritengono di poter vendere. Vedi bene come una recensione precisa e che inquadri lo strumento in un ambito diventa necessaria, anche perchè, pochi o tanti, si spendono sempre dei soldi.
Ciao
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 28/12/2016 ore 20:35:09
Hai totalmente ragione: appena si cerca qualcosa di fuori del comune si devono fare km, o ordinare alla cieca. Va da sè che le comparative dal vivo sono praticamente impossibili. Se si parla di componenti, come pickup, coni, si entra nella fantascienza o ci si immerge su Youtube. In realtà i maniaci che fanno le comparative con 12 coni diversi o 10 tube screamer veri o cloni che siano sono dei benefattori per tutti gli altri (oltre che dei disturbati ovviamente). Quelli che dicono "eh le strato devi provarne tante per scegliere".. ma dove? nel negozio più grande di Milano se hanno 4 standard uguali è già tanto..
Rispondi
di fraz666 [user #43257] - commento del 02/01/2017 ore 17:33:36
anch'io sono un 72 bolognese che vuole provare il Sabbra Cadabra, facciamo una petizione :D
verissimo quello che dici sui negozi, io l'anno scorso volevo provare una 8 corde e ne ho trovata 1 in tutta Bologna, e di negozi ce ne sono...
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 28/12/2016 ore 20:38:43
Ha ragione Linda Perry (una che di "sound" ci capisce: vai al link e anche vai al link): "it's the player who makes the tone. The bad player makes it sound bad, the good player makes it sound good" :-) vai al link
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 28/12/2016 ore 21:02:28
Avevo minacciato 70 post sopra la tortura per chi avesse detto che "il suono è nelle mani" ma proprio da lei (ex) direttore! Non me l'aspettavo! :)
Rispondi
di alberto [user #3] - commento del 28/12/2016 ore 21:41:36
Si capisce che non hai sentito David Lindley incantare dal vivo con una Teisco da cui qualunque altro umano avrebbe tratto solo gracchiamenti, sibili e ronzii.
PS: comunque lo scrivo da sempre, anche il mio articolo linkato nel testo sulla Weltanschauung del vintage dice sostanzialmente quello.
Rispondi
di RedRaven [user #20706] - commento del 28/12/2016 ore 22:27:47
La mia opinione da sempre è la seguente: Nelle dita c'è la capacità di suonare con un determinato stile, tirando fuori il meglio dallo strumento. Se sei bravo si sente, va da sè. Se sei enormemente bravo puoi suonare anche le Squier Bullet. Lo strumento fa il suono, che è cosa del tutto diversa. E' quella proprietà per cui se prendo una strato di livello e suono le prime tre note di Little Wing si drizzano le orecchie e "caspita pare hendrix", poi seguono le altre note e torno me stesso. E' quella proprietà per cui con chitarra e ampli giusti un solo accordo dice "The Who". Spesso secondo me si confonde la prima cosa, che è il talento e la personalità, con la seconda, che è la qualità intrinseca dello strumento. Motoristicamente parlando, se vedo Rossi girare con una moto di serie in pista, anche senza sapere chi sia dico "ammazza, ma quello va!". Viceversa se prendo la sua M1 e apro tutto in rettilineo non è che non vada perchè sono io. Per me con gli strumenti è la stessa identica cosa. Il che in qualche modo fa si che anche noi mortali scalzacani abbiamo chitarre buone con un senso: non serve essere SRV per aver "diritto" ad avere qualcosa di decente per le mani, fortunatamente. Non sarò un fenomeno in curva, ma lasciatemi il piacere di aprire il gas in rettilineo.
Rispondi
di BBSlow [user #41324] - commento del 29/12/2016 ore 09:35:33
Per quanto la mia competenza sia scarsissima, provo comunque a dire la mia: le chitarre (gli strumenti musicali in genere) fanno parte di una categoria di "oggetti" per i quali la valutazione strettamente tecnica è certamente utile, ma è senz'altro parziale; etimologicamente lo suggerisce lo stesso termine "strumenti", sono dei "mezzi" attraverso i quali si vuole raggiungere un fine, che è quello di "suonare".
Ora, può darsi che la chitarra che abbia tecnicamente le migliori caratteristiche costruttive del mondo (ammesso che sia possibile identificarle in modo univoco: scommetto che già tra manico incollato e manico avvitato si verificherebbe uno scisma che manco Enrico VIII) non sialo "strumento" idoneo a mettere in pratica il mio "suonare". Non sto dicendo che "il suono è nelle mani" (anche se sotto le dita di Eric Clapton una 335 suona come una strato e viceversa), sto dicendo che la somma di mani + strumento (cui andrebbe aggiunto almeno anche "ampli", ma poi il discorso si allarga troppo) è differente dal mero valore dell'addizione delle "caratteristiche tecniche" dei due elementi. Esiste un elemento "soggettivo", non quantificabile, che influenza il risultato finale in modo determinante.
Certo, un manico storto, meccaniche che non tengono, assemblaggi precari sono, oggettivamente, difetti, ed è giusto che una recensione li metta in evidenza; ma è anche vero che, salvo quelli che sono palesemente errori di costruzione o di progetto, alcune cose che al nostro modo di suonare possono far sembrare una chitarra "fatta male" possono invece renderla gradevole a chi suona in un altro modo (uno shredder si lamenterà del fatto che la tastiera della chitarra X è poco scorrevole, ma se uno con quella chitarra vuole suonare BB King, che "difetto" è?).
Si è parlato di sci, di auto, di moto: ecco, proprio questo mi ha spinto a scrivere questo intervento. Sono tutti "oggetti" le cui caratteristiche sono misurabili con parametri tecnici riconosciuti e oggettivi... che però non bastano.
Io, ormai da qualche anno, guido una Royal Enfield. Secondo i "parametri tecnici", ogni giorno monto in sella a un inutile cancello in ferro, che va piano e frena pure male. Ma, come il 90% di quelli che è montato su una RE potrà dirvi, i "parametri tecnici" possono tranquillamente finire nel cesso: la soddisfazione, il piacere, il gusto di guidare una RE non ha paragoni (e, credetemi, in 50 anni di moto ne ho avute diverse). Il fatto è che la RE, con le sue "caratteristiche tecniche" che sono "oggettivamente" difettose realizza un tipo di motociclismo "diverso", che altre moto più performanti e più "ben costruite" non arriveranno mai neanche a sfiorare. Per chi ama quel genere di motociclismo, i "difetti" della RE sono irrinunciabili.
E così è, credo, per le chitarre. Ho letto tante volte che le Les Paul sono progettate male: eppure eccole lì, chitarre-feticcio da 50 anni.
Tutto questo per dire che da una recensione io mi aspetto che mi dica come è costruita una chitarra (caratteristiche tecniche, qualità delle finiture e dei materiali, etc), quali suoni se ne possono tirare fuori, come utilizzarla al meglio secondo l'esperienza del recensore; dopo di che, come è stato giustamente già detto, se la chitarra sembra essere di mio interesse, alzo le chiappe, prendo la RE e vado a provarla... :)
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 29/12/2016 ore 12:04:37
ma guarda è quello che abbiamo cercato di dire con l'articolo di Alberto e ho cercato di ribadire anche io con i miei commenti. Se prendiamo l'esempio della RE (le adoro, ma guido una Bellagio) non troveremo recensioni in cui si dice che queste moto sono progettate male, o che non vanno acquistate perché non sono performanti. Troverai recensioni in cui si dirà che hanno fascino anche se magari le performance non sono da Monster 900, almeno nelle 1000mila recensioni che ho letto a riguardo ho sempre trovato questo e non ho mai sentito nessuno dire che InMoto ha fatto una marchettazza alla Royal Enfield perché non ha scritto che rispetto ad altre moto è una ciofeca come ciclistica... :-D
Rispondi
di BBSlow [user #41324] - commento del 29/12/2016 ore 15:01:14
NON E' UNA CIOFECA!!! ;-)
Rispondi
di Burats [user #16167] - commento del 29/12/2016 ore 15:06:40
Lo so bene! :-)
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 29/12/2016 ore 14:01:42
Ribadisco che tra una recensione e un commento soggettivo ce ne passa.
Per esempio possiedo una Stratocaster del 85 USA standard e avevo una Gibson Les Paul Custom del 95. Ora sodo due strumenti davvero diversi, ma se dovessi parlarne soggettivamente preferisco la Strato, se no non vendevo la seconda, ma se dovessi recensire la LP dopo averne descritto suono e altro farei un paragone con consorelle di annate diverse, magari con modelli standard e classic, e alla fine metterei in una tabella Pro manico comodissimo, accordatura perfetta, suono grosso e scuro ma sempre presente e come contro costo alto o comunque non per tutte le tasche, pickup troppo potenti e così via. Non credo sia parlarne male o bene, se ne parla e si dà un'idea. Dare voti sarebbe troppo distintivo di cosa è ok e cosa no. Posso parlare della Tele MIJ del 85 che avevo. Coi muff si mangiava i muri, ma aveva un accordatura non stabile. Manico comodissimo ma troppo laccato. Oppure potrei parlare del Supercharger GTO. Suono valvolare difficilmente trovabile in altri pedali. Ottimo come boost o overdrive acido. Un unico controllo toni un pò riduttivo, pesante e ingombrante, costoso, il true bypass a relè lascia comunque un pò di ronza nel segnale anche ad effetto spento. Mi sembrano tutte valutazioni oggettive e sensate che possono aiutare a capire uno strumento che spesso non si può provare. Ammetto daccordo con francesco72 che è difficile poter provare tutto, sia perchè non si trova sia perchè non tutti i negozianti sono "disponibili". Se si ha una recensione valida che incuriosisce poi starà all'acquirente documentarsi in rete e se possibile provare lo strumento.
In generale consiglio di provare le chitarre e i bassi perchè in mano e dal vivo possono davvero suonare differentemente da cosa si credeva, oltre al fatto che ogni strumento suona a modo suo. Ho ad esempio provato tre Squier Jazz Bass identici, stesso prezzo, eppure uno suonava davvero meglio, poi da che dipende chi lo sa. Se invece compro un effetto o un ampli, magari da negozi con garanzia soddisfatto o rimborsato, lì è tutto diverso. Due effetti non possono suonare diversi, almeno che sia costruiti tecnicamente in modo equivoco (e non parliamo di tolleranze che davvero cambia poco), quindi è un acquisto che potrei valutare se fare al buio, visto che al massimo chiederei il rimborso.
Rispondi
di MTB70 [user #26791] - commento del 29/12/2016 ore 19:49:40
Boh, io sara' che ho le chiappe pesantissime, sara' che mi sono dovuto adeguare con le chitarre dato che sono mancino e di provarne in negozio non c'e' speranza, a parte qualche entry level (l'unica volta che ho potuto provarne una marea e di qualita' e' stato in un negozio di sole mancine a Houston, e sono uscito con una Strato CS sottobraccio dopo una giornata molto, molto soddisfacente in un posto che aveva 1.100 mancine di tutte le marche immaginabili appese alle pareti), ma acquisto molto "al buio" su internet, naturalmente dopo aver letto mille recensioni, pareri, etc - e naturalmente e' un vagare che prende mesi, perche' ognuno suggerisce di provare qualcos'altro, e quindi diventa un macello stare dietro a tutti i pedali che fanno la funzione XYZ. Sara' forse per questo che mi interessano pareri fuori dai denti, senza voti ma chiari, in modo che io possa capire quali sono i "difetti"; poi se e' importante per me guardo altrove, altrimenti lo metto in conto. Se uno ad esempio scopre che un ampli e' particolarmente pesante e ha manopole fragili ma suona solo a casa sua, quello e' un difetto che non significa molto e se gli piace il suono se lo fara' andar bene. Se invece fa molti concerti, etc, allora il peso e la costruzione ballerina gli daranno molto piu' fastidio. Ecco, se queste cose vengono ben evidenziate, poi ognuno valuta se pro e contro collimano coi suoi interessi e la sua pazienza, e altrimenti cerca altro.
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 30/12/2016 ore 10:05:44
Beh ogni tanto l'acquisto al buio ci sta, sempre dopo che uno si è ben documentato e se proprio non può provare lo strumento. Ammetto che anch'io l'ho fatto, che c'è di male, magari senza esagerare :D
Per i mancini come te poi, non posso che comprenderti, non si trova molto in giro e magari comprando online si ha un netto risparmio. Mi ricollego a questo per fare una considerazione che non credo di aver letto. Premesso che l'acquisto a scatola chiusa è sempre rischioso e che se si può provare dal vivo è meglio, spesso si fanno acquisti online al buio per un risparmio non da poco. Una delle poche cose che ho preso online senza provarlo dal vivo (ma dopo recensioni, video, sample, confronti e mesi e mesi) era l'Empress Delay. Nonostante non lo avessi provato ho potuto fare confronti video con altri delay sentiti e provati dal vivo, ma soprattutto mi ha convinto una cosa. 330 euro spedizione inclusa dall'Inghilterra, mentre in Italia lo importavano al doppio (e senza poterlo provare). Un anno dopo l'ho trovato qui a Roma, a 550 euro... In questi casi l'azzardo premia visto che è il mio delay ormai da un decennio.
Rispondi
di screamyoudaddy [user #37308] - commento del 30/12/2016 ore 09:51:09
Citando le considerazioni di MTB70 e Burats, è vero che alcuni aspetti di uno strumento per alcuni possono essere pregi e per altri difetti, e proprio per questo delle volte possono essere citati sia in Pro che in Contro con ovvie spiegazioni.
- Esempio unica manopola tono:
(Pro) unico controllo tono per un rapido setup, consigliato per chi cerca un pedale "Plug and Play"
(Contro) il solo controllo tono anziché un EQ a 2/3 bande potrebbe far storcere il naso ad alcuni puristi
Poi magari può esserci la nota finale soggettiva dell'autore che dirà se per lui si sente la mancanza o meno di più controlli e chi legge farà le sue considerazioni.
Ovvio che nel secondo caso se un ampli pesa molto non posso dire "evviva mi spacco la schiena", ma pur mettendo tale caratteristica nei Contro potrei comunque dire nella review che se ne consiglia un utilizzo in studio/casa anziché live.
Non vedo insomma tante problematiche legate a questa cosa dei Pro e Contro.
Rispondi
di sticconti [user #9780] - commento del 30/12/2016 ore 15:24:32
Scusa ma allora diventa proprio inutile leggere gli articoli.
Rispondi
di Floyd [user #143] - commento del 30/12/2016 ore 22:32:47
Mamma mia, mi è venuto mal di testa a leggere tutti i commenti. Un argomento sentito a quanto pare. Io trovo utile leggere i commenti tanto quanto gli articoli, se questi sono costruttivi. Accordo è una bella e ormai davvero grande comunità. Date sempre il vostro contributo e sarà sempre interessante. Anche io seguo da qualche annetto.....
Ciao a tutti
Rispondi
di Claes [user #29011] - commento del 31/12/2016 ore 18:16:36
Metodo per valutare una chitarra in negozio: Dapprima qualche colpettino con pugnetto sul corpo per verificarne la risonanza - se pare bene, ovviamente provare la tastiera. Volendo, tutto il resto si può cambiare.
Rispondi
di fraz666 [user #43257] - commento del 02/01/2017 ore 17:41:46
io sono uno che si fida molto delle recensioni e quindi le reputo fondamentali. a volte più della prova in negozio perché sì va bene il 'quella con cui ti trovi meglio' però si fa in fretta a fare la scelta sbagliata quando possono influire tanto il settaggio, l'amplificatore usato ed il volume. ho sempre avuto la fortuna di essere vicino a negozi molto forniti in cui ho passato giorni a provare chitarre, almeno fino a che non mi sono appassionato alle ERG: e qui giù di internet, spedizioni, prove, diritto di recesso. insomma ad un semplice elenco di caratteristiche preferisco il parere di un recensore che in quanto tale dovrebbe avere più esperienza di me
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