Per l’elettronica la scelta è ricaduta su Lindy Fralin. Per la precisione abbiamo a che fare con un Twang Master al manico e un Broadcaster al ponte, il tutto collegato con potenziometri CTS, due toni e due volumi con manopole con un look adeguato.

Le meccaniche sono delle Kluson Vintage, anche se per pochissimo questa Telly si è ritrovata sulla paletta un set di meccaniche robotiche. Avrebbe potuto raggiungere la pensione con queste fattezze, un grosso battipenna nero e una sola decal sulla paletta, ma un paio di anni fa, suo malgrado, è caduta nelle grinfie di Fago e Migi che senza pensarci su due secondi l’hanno moddata oltrmisura trasformando quella che era una Telecaster Custom, leggermente più appariscente del solito, in una vera primadonna. Nelle Terme Emiliane lo strumento ha guadagnato un’elettronica rivista completamente con schermatura e cavi di qualità. Il tutto, intamarrato da guaine fluo, è lasciato in bella vista da un battipenna in plexiglass trasparente. Il tocco finale è dato dai dot fostofescenti che si illuminano al buio dopo aver assorbito la luce dall’ambiente.
Digerito l’aspetto un po’ sopra le righe, il sound è quello giusto. I Lindy Fralin sono dei PU perfetti per uno strumento come questo. Sanno dare il meglio tanto nei puliti quando nei distorti più cazzuti. Ma quella di oggi non è una recensione, era il pretesto per farvi vedere che anche Alberto, che ci ha raccontato cosa esattamente deve essere una Telecaster, ha uno scheletro nell’armadio, una chitarra freakettona, tamarra e… strana!
Noi ci siamo divertiti un bel po’ con questa chitarra e potremmo chiudere invitandovi a provarla nei negozi, ma una Telly così nei negozi non la troverete mai temo, così come quelle mattacchione che abbiamo testato con Diego Geraci poco tempo fa.