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Suona sempre per il pubblico, anche quando non c'è
Suona sempre per il pubblico, anche quando non c'è
di [user #17844] - pubblicato il

Un video di Steve Vai ti ricorda che suonare per te stesso è l’ostacolo che ti frena dal diventare un animale da palcoscenico.
A un certo punto della sua vita, William W. Purkey ha scritto una frase destinata a diventare una delle citazioni più riprese sui social, nei film, ovunque. Un estratto recita più o meno così: “balla come se nessuno stesse guardando, canta come se nessuno stesse ascoltando” eccetera. Ottimo consiglio, a patto che tu non intenda farlo di mestiere.

In tempi di quarantena, tutti gli operatori dello spettacolo sono costretti a ballare, cantare e suonare chiusi in casa, senza un pubblico. La webcam è l’unico occhio puntato sulle loro performance ed è facile dimenticare che dall’altro lato ci sono persone che si aspettano uno show.
Poi, qualche giorno fa, su YouTube è comparso un clip che ha ricordato a tutti cosa vuol dire tenere banco in ogni occasione, dare il massimo sempre, che ci si trovi sul palco di Wembley o nell’ultimo dei club di provincia. A dare una lezione al mondo è Steve Vai.

Il video è girato nel suo studio, affettuosamente battezzato Harmony Hut. Comincia con uno Steve Vai tranquillo, quasi annoiato, seduto alla scrivania. Qualche secondo e l’alieno si alza in piedi, scansa via la sedia, schiaccia un tasto e un nitrito si leva dalla base. Steve sogghigna, e regala agli amici a casa una “Bad Horsie” da brividi.



Nell’esibizione in webcam ci sono tutti gli ingredienti principali di un concerto. Lui è in piedi, si muove sinuoso, lancia occhiate sornione e le smorfie tradiscono il godimento dietro ogni bending, ogni colpo di leva.

Nella comodità del suo studio, Steve avrebbe potuto suonare da seduto, in pantofole e tutona della domenica, rannicchiato sul manico come siamo abituati a vedere nei video di così tanti giovani talenti del web. Quantomeno avrebbe potuto poggiare comodamente il bottleneck sulla scrivania, e invece no: concluse le parti in slide, il cilindretto finisce dietro la paletta proprio come fa in concerto.
Ogni gioco di leva è accompagnato da una mimica speciale, come la torsione completa del busto mentre asseconda il feedback a 4:12.
A 2:41 lancia persino un plettro per sfilarne un altro in un gesto fulmineo. A chi lo lancia? Forse era consumato? Forse da metà brano il suo orecchio bionico gli richiede un plettro diverso? Non lo sappiamo, non conta: abbiamo appena assistito a uno show privato con uno dei chitarristi più magnetici degli ultimi trent’anni.
Il brano finisce, un inchino accennato e si è di nuovo in studio.

Suona sempre per il pubblico, anche quando non c'è

Certi dettagli, in un video del genere, significano molto più di quanto possa sembrare. L’impatto scenico è uno dei fattori centrali in un’esibizione dal vivo e, come il suonato, va esercitato.
Non è un caso che Vai suoni così anche a casa propria, chitarra al collo e movimento pelvico. Molti hanno già visto il video in cui Mick Jagger prova le “mosse” che farà poi in concerto. Andando indietro nel tempo, si dice che Miles Davis fosse solito far pratica con la tromba davanti allo specchio, per provare insieme anche le pose e le movenze che avrebbe poi assunto dal vivo.

Un musicista è performer anche del proprio corpo e, se il palco è il suo traguardo, la sala prove non può che essere la sua palestra.
Con l’esercizio, la scena finisce per diventare parte integrante della prassi esecutiva, si evolve negli anni e plasma lo stesso artista, rendendo sempre più evidente la differenza tra l’animale da palco e l’amatore da studiolo casalingo.

“Balla come se nessuno stesse guardando” diceva Purkey. Ma forse la chiave è esattamente l’opposto, e suonare come se ci fosse sempre una grande platea a guardarti, anche se sei chiuso in casa con una webcam come unico spettatore.
curiosità musica e lavoro steve vai
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di Sykk [user #21196]
commento del 09/05/2020 ore 08:53:5
Credo che quando sei sicuro di suonare solo in posti con spettatori paganti che sono li per te, tra cui dei veri invasati nelle prime file, sia un po' diverso.
Se fai così in un pub dove tutti si fanno i fatti loro, al massimo quello che ottieni è che ogni tanto uno si giri e pensi:" hai visto quello scemo? Crede di essere stevie vai"
Rispondi
di James007 [user #50761]
commento del 09/05/2020 ore 10:57:38
Penso hai ragione di brutto, c'è chi puo e chi non puo lui oramai come si dice da me fatti la nomina e vai a dormire, puo fare quello che vuole... NOI NO!!!
Rispondi
di wo [user #11945]
commento del 09/05/2020 ore 13:29:37
" hai visto quello scemo? Crede di essere stevie vai"

ma lasciali parlare... quanti musicisti ci sono nel pubblico?? Su 20 persone saranno 4/5; se ti giudicano è perche sono complessati ;)
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 11/05/2020 ore 13:42:56
In certe situazioni sembrerebbe innaturale, piuttosto con un pubblico freddo inizierei un poco alla volta interagendo con gli altri della band, poi se questa energia si trasferisce un po' alla volta verso il pubblico allora ok, altrimenti davvero... no.
Rispondi
di fa [user #4259]
commento del 09/05/2020 ore 09:14:59
Ciao, il video l’avevo anch’io e avevo fatto un ragionamento simile al tuo. Se vuoi fare il performer, il turnista o il musicista di un band che si esibisce dal vivo, devi preparare anche la parte visiva, scenica. Ovviamente se devi portare a casa la pagnotta. Poi possiamo disquisire di chi ha un messaggio musicale e artistico così forte da lasciar parlare la musica e basta, ma nel 99% dei casi, se alla musica è associato anche lo spettacolo il pubblico apprezza di più, sono due forme di arte. Oltre ai Rolling Stones citati nell’articolo a me vengono in mente i Queen o Michael Jackson, dove musica e spettacolo davano vita ad un’esperienza unica durante un concerto. Oggi quello che accade è che spesso lo spettacolo è preponderante rispetto al contenuto musicale, che senza immagine o spettacolo sarebbe veramente poco cosa. Personalmente, non dovendo portare a casa la pagnotta con la musica, quando suono, egoisticamente cerco situazioni dove il primo da soddisfare sono io... quindi cerco prima di tutto l’interazione con gli altri musicisti e poi cerco di suonare sempre, o quasi, quello di cui sono appassionato. Ciao Fab
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 09/05/2020 ore 10:19:49
Ricordo ancora oggi una cosa che lessi anni fa:il talent scout che vide i Van Halen quando erano sconosciuti notò una band che suonava a mille anche davanti a una sala deserta. Penso che il concetto fondamentale sia: ma ti stai davvero divertendo? Sì? Allora perché non lo mostri? Io non dico che si debba fingere per esigenze di spettacolo o fare chissà cosa, ma sta di fatto che quando ebbi accesso a YouTube, sin dal primo giorno notai quanto mi rendessero un'idea di tristezza quei musicisti casalinghi che se ne stavano immobili a fissare la tastiera suonando parti complicati nella totale indifferenza espressiva. Oggi invece mi ci sono assuefatto. E non è un bene. Quindi ringrazio Steve per averci ricordato la dimensione del divertimento dell'esibizione.
Rispondi
di Lespo [user #18097]
commento del 09/05/2020 ore 10:33:12
Per anni sono andato all'Umbria jazz ed era bellissimo, da mezzogiorno alle due di notte c'è musica, i palchi principali sono due, quello grande in Piazza 4 Novembre e quello piccolo dei giardini Carducci con annesso self service.
Ho visto professionisti fare concerti ai giardini davanti a zero persone sotto il sole del pomeriggio di luglio dando il massimo, magari la sera prima avevano suonato sul palco grande, davanti a trentamila persone e il giorno dopo mostravano la stessa grinta, passione e attenzione davanti ad un pubblico che era più intento a mangiare e a bere che alla musica.
Ho capito la differenza tra me che andavo a suonare in giro spesso insoddisfatto perché la “situazione” non mi piaceva ed un professionista.
Rispondi
di therival [user #5160]
commento del 09/05/2020 ore 12:08:05
Grande Steve, visto 2 giorni fa il video e come parte ti incolla allo schermo per tutto il brano.
Rispondi
di wo [user #11945]
commento del 09/05/2020 ore 13:24:36
Totalmente d'accordo con Vai.
Se c'è una cosa che ho imparato qui in Spagna, dove mi sono ritrovato a fare anche il cantante, è proprio l'approccio con il palco, a partire dall'abbigliamento (mai vestirsi come se stai al supermercato o al pub) alla cosa più importante: cercare di condividere l'esibizione con il pubblico, muovendosi o addirittura ballando.
Mi sono sempre divertito e la gente lo nota...
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 09/05/2020 ore 14:55:45
E anche stavolta ha dato la paga a tutti.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 09/05/2020 ore 16:28:58
Difficilissimo in casa fare partire l'adrenalina
Rispondi
di henrysg [user #40175]
commento del 09/05/2020 ore 19:09:08
Anche Lola Astanova è una specialista in questo
Rispondi
di zanzacris [user #11650]
commento del 10/05/2020 ore 10:03:02
Unico ed inimitabile....
Se manifesti sul palco il piacere di suonare prima o poi il pubblico ti segue.
Se stai fermo e con il muso, puoi suonare da paura ma sopratutto se sei uno sconosciuto non ti fila nessuno
Rispondi
di James007 [user #50761]
commento del 10/05/2020 ore 11:24:31
I tempi sono cambiati, un tempo eri nessuno ti si dava la possibilità di fare un album e se spaccavi diventavi qualcuno.

Oggi devi prima diventare famoso E SOLO DOPO FARE UNA MERDA DI ALBUM, CHE AI VERTICI DECIDERANNO SE AVRA' MILIARDI DI VISUALIZZAZIONI OPPURE 10 USANDO I LORO ALGORITMI, DECRETANDO IL SUCCESSO DI UN ARTISTA.

20 anni fa internet, terra di nessuno faceva paura ai potenti, perche era completamente fuori controllo, oggi grazie ai social tengono tutti i destini in mano loro, son tempi come dire piu che duri diciamo che la musica è morta grazie a ste persone che saranno anche potenti MA SONO DEI VERI DEFICIENTI CHE INVECE DI MIGLIORARE IL MONDO LO HANNO DISTRUTTO
Rispondi
di zanzacris [user #11650]
commento del 10/05/2020 ore 11:38:05
Io intendevo il pubblico della serata e non il pubblico di massa a lungo termine.
Però non essere disfattista, bisogna suonare in primis per passione, poi, se lo si vuole fare per lavoro allora purtroppo bisogna adattarsi come in ogni lavoro
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 11/05/2020 ore 09:32:28
Mah, io non credo sia cambiato nulla: 30 anni fa avevo un amico fonico e musicista che lavorò con le spice girl e, a detta sua: "gran belle fighe, ma almeno fossero intonate". E così finito il glamour, le spices sono scomparse. Guccini non era glamour, ma ha avuto una carriera musicale di oltre 40 anni ed è ancora Guccini. Insomma, dove c'è sostanza, c'è. Dove manca non c'è nulla da fare.
A mio parere è emblematico del contrario di quanto dici il caso di Jovanotty, che musicalmente non mi appassiona (son gusti), ma devo riconoscere che ha saputo cambiare parecchio con un'evoluzione (anche culturale) di tutto rispetto che lo ha portato ben lontano dagli esordi con Cecchetto. Ha avuto una carriera perchè ha dismesso quei primi panni e si è reinventato da capo a piedi, passando da quella cagata pazzesca di "No Vasco no..." a musiche e testi di tutt'altro livello. Fosse rimasto quello che cantava la sigla di "classe di ferro", sarebbe scomparso anche lui.
Ciao
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di perrant utente non più registrato
commento del 15/07/2020 ore 14:40:42
Basta non usarli, i social. E impostare la navigazione per la massima privacy. Il prezzo da pagare? Qualche spazio vuoto nelle pagine che apri. Se poi un sito mi chiede di cambiare qualche impostazione per poterlo visitare, passo oltre. E poi, niente Java nè Flashplayer.
Rispondi
di charlie_bronson utente non più registrato
commento del 10/05/2020 ore 16:44:00
Credo che dipenda molto dal genere e dal periodo storico... Se pensiamo a quanti "chitarristi nerd da cameretta" hanno esordito oggi grazie a youtube o ai social dove suonando in felpa o tshirt a casa loro (ne cito due a caso: Guthrie Govan anni fa e ultimamente il nostro Matteo Mancuso) ma riescono comunque ad esprimersi senza troppa "scena". Potremmo anche citare Pat Metheny che non ha certo mancato diverse apparizioni live senza troppi "costumi" o "mosse studiate".... Dipende
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 11/05/2020 ore 09:12:44
Certamente è un punto di vista, ma ricordo ancora che quand'ero sbarbo il mio maestro (appassionatissimo di Metheny) mi riferiva di esser stato ad un suo concerto di cui diede due valutazioni: sulla musica non si discute; lo spettacolo, pietoso. Quattro pilastri sul palco, pubblico imbellettato e seduto sulle poltrone con le gambe accavallate che alla fine di ogni brano accennava un piccolo applauso. Se devo andare a vedere una band dal vivo, ma poi è come stessi nel mio salotto ad ascoltare il disco, risparmio i soldi del biglietto e magari invito tre amici per bere insieme una birra.
Ciao
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 13/05/2020 ore 08:41:53
Ma quelli sono jazzisti, che c'entrano?
Rispondi
di lomba [user #3864]
commento del 11/05/2020 ore 00:00:22
Un grande, e gli ruberò pure il trucchino del bottleneck velcrato!!!
Rispondi
di latin28274 [user #45548]
commento del 12/05/2020 ore 18:57:2
Ciao: non vorrei dire una sciocchezza, ma piu' che velcrato forse ha una piccola calamita sul retro della paletta, come fa Paul Gilbert, che pero' lo mette sul battipenna.
Prova!
Rispondi
di lomba [user #3864]
commento del 12/05/2020 ore 19:46:02
Sono sicuro che sia velcro. La posizione alla PG deve essere molto piu comoda sempre che e la chitarra abbia il battipenna e il bittleneck sia ferroso
Rispondi
di latin28274 [user #45548]
commento del 12/05/2020 ore 20:08:23
Mi sa che hai ragione, si vede anche la parte scura sopra... Però così bisogna stare anche più attenti, visto che se metti la parte velcrata sulle corde non è che suoni benissimo! 😂
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 11/05/2020 ore 10:19:5
Secondo me ad un certo punto diventa quasi un'abitudine, è come la danza, anche il tuo corpo percepisce la musica che suoni e si muove di conseguenza.
La musica è anche performance, pensiamo un po' ad un Riccardo Muti con capello corto e capo immobile, renderebbe certamente meno interessanti le performance della sua orchestra. Invece coinvolge il pubblico come una vera rockstar.
Anche perché senza questi elementi l'esibizione dal vivo perde il suo senso di esistere.
Rispondi
di spillo91 [user #17528]
commento del 11/05/2020 ore 18:21:26
Forse ho dei gusti particolari, ma a me delle coreografie e dei movimenti pelvici non interessa più di tanto. La composteza di Robert Fripp o la statuarietà di Lou Reed mi trasmettono infinitamente più emozioni che molti spettacoli da circo dove la musica ha una funzione marginale. Al di là di questo, chapeau per Steve Vai che dopo tutto sto tempo è ancora un artista con la a maiuscola.
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