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vintcorner
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Attività

Le mani sulla regina
di vintcorner | 23 aprile 2006 ore 10:20 da (Chitarra)

Le mani sulla reginavintcorner scrive: Non capita tutti giorni di poter posare le mani su uno degli strumenti più desiderati e costosi dell'universo musicale. A me questa fortuna è capitata, e sono stato altresì investito dell'onerosa responsabilità di compiere una delicata operazione di restauro.

Lo strumento in questione è una Gibson Les Paul Standard del 1960, alla quale in epoca remota era stata installata una vibrola Armstrong: questa manovra era costata il deturpamento della zona del top a valle del tailpiece, con un vistoso foro di un pollice di diametro e una corona di fori di ancoraggio.

Brevi dal paese dei balocchi parte seconda
di vintcorner | 19 aprile 2006 ore 13:46 da (Chitarra)

vintcorner scrive: Antefatto: nell'aprile del 2005 mi imbatto, in ebay.uk, in una strato 68 reissue LEFTY bianca, in discrete condizioni. Di fatto un assemblaggio: ma il manico era originale e montava ponte vintage USA e 3 noiseless. E il prezzo era buono. Ovviamente però,trattandosi di una 68 fatta per l'export, montava le meccaniche Kluson reissue. Quindi tra gli interventi da operare, ci sarebbe stato il reperimento di un set di Schaller "F" reissue mancine, di cui ero già a conoscenza dell'esistenza.

TELECASTER: montiamo il Bigsby
di vintcorner | 11 novembre 2005 ore 15:50 da (Chitarra)

TELECASTER: montiamo il Bigsbyvintcorner scrive: Da un bel po'di tempo facevo la posta ad una unità Bigsby per equipaggiare la mia Telecaster '68 maple board. Praticamente avevo fatto la chitarra in funzione del successivo montaggio del vibrato. Avevo già in passato sperimentato il montaggio di unità Bigsby sulle Tele, ma si era sempre trattato di assemblaggi di parti recuperate in tempi e modi diversi: infatti non esisteva un kit completo. Bigsby fornisce il solo vibrato, e bisogna poi procurarsi il kit di conversione della base del ponte, e il ponticello tipo jazzmaster. Il risultato è che per il montaggio, soprattutto per un profano, si naviga a vista. Senza dimenticare che il modello B5, ossia quello predisponibile per le solid body, era realizzato con la sola scritta Bigsby, mentre le unità fatte appositamente per la Fender negli anni '60 si distinguevano per la "F" al posto della scritta Bigsby.

Strato 68 reissue japan "domestic market"
di vintcorner | 07 ottobre 2005 ore 12:50 da (Chitarra)

Strato 68 reissue japan "domestic market"vintcorner scrive:

L'estate, si sa, è tempo di vizi e stravizi: il desiderio monta ed è assai difficile trattenersi. Per me, questa volta, il desiderio era la Strato "palettona" maple capped (ossia con tastiera in acero separata). La Fender japan produce da quasi 20 anni la reissue nella serie Collectibles: quella prodotta (solo sunburst o olimpic white) per l'export non è proprio completamente corretta dal punto di vista estetico, ma rappresenta tuttavia, soprattutto per gli hendrixiani, uno strumento cult. Infatti, non è facile da trovare sul mercato dell'usato e, quando ne esce qualcuna su ebay, difficilmente viene venduta sotto i 600 dollari, anche se interventata.

1.mo NAIMA Vintage Guitar Show
di vintcorner | 25 gennaio 2005 ore 08:19 da (Chitarra)

vintcorner scrive "Domenica 6 marzo 2005 presso il Naimaclub di Forlì, si terrà il 1.mo NAIMA VINTAGE GUITAR SHOW, fiera espositiva e scambio della chitarra Vintage. L'idea, nata dalle intenzioni dei collezionisti Flavio Camorani e Vincenzo Atzori, e col vitale contributo di Michele Minisci, patron del Naima Club, mira a creare un'ulteriore evento aggregativo nel campo del collezionismo chitarristico. Sarà esposta, tra le altre, una delle più complete collezioni di Stratocaster Vintage esistenti nel nostro paese; questo evento sarà inoltre impreziosito dalla presentazione di un libro illustrato - circa 300 pagine - sulla collezione stessa. Nell'ambito della manifestazione sarà disponibile uno spazio gratuito per gli espositori privati, e a coronamento la sera lo stesso Naima club ospiterà il concerto - gratuito per gli intervenuti alla fiera - dei Pink Machine, blasonata cover band dei Pink Floyd."

Buon Compleanno Elvis!
di vintcorner | 03 gennaio 2005 ore 18:54 da (ONSTAGE)

Buon Compleanno Elvis!vintcorner scrive "Ed è con con il progetto tutto rockabilly di Max Panconi che all' Auditorium Flog di Firenze il giorno 6 Gennaio 2005 si festeggerà il compleanno del "Re del Rock 'n' Roll", Elvis Presley avrebbe compiuto i suoi 70 anni se fosse stato ancora fra noi ad ancheggiare, ma a questo ci penseranno Max ed il suo trio (Mauro "TOMMY LEE" Bisonni batteria, e Dino "BILLYBASS" Gubinelli contrabasso) a rinverdire i fasti e la freschezza di quesi giorni spensierati di metà anni '50, quando l' unico problema per i ragazzi era trovarsi una ragazza fissa!!!"

Claudio è senza parole
di vintcorner | 14 settembre 2004 ore 11:47 da (Chitarra)

vintcorner scrive "ricevo e volentieri pubblico lo scambio di contatti avuti con il sig.Alberto Biraghi nella giornata di ieri. Ognuno faccia le sue considerazioni".

Claudio ritiene di diffondere un dialogo privato tra me e lui inviandolo ad Accordo e io rispetto la sua scelta. E' ovvio che uno scambio di mail privato ha toni e tempi di riletture ben diversi da quelli di uno pubblico. Ma (nervoso a parte, visto che quella mail l'ho inviata mentre gli altri cenano) confermo ogni riga di quanto ho scritto. Sui prezzi di SHG ritengo che ci sia molto da criticare. Non noi che lo organizziamo, ma la marea di persone che potrebbero - dando un aiuto piccolo - contribuire a ridurre i costi per chi sostiene la manifestazione da anni. Invito chiunque ne abbia voglia a trascorrere la giornata nel nostro ufficio per ascoltare quello che succede al telefono. Eccezioni a parte (soatanzialmente: chi ha già confermato) è un delirio di "se" e di "ma". Su una cosa ha ragione Claudio: è giusto che ognuno tragga le sue conclusioni. Ma si sappia che il limite tra farcela a continuare e non farcela più è molto vicino.

Home made "Fender" Electric XII
di vintcorner | 15 aprile 2004 ore 11:45 da (Chitarra)

Lo stupore è parte integrante della realtà che circonda la mia attività attorno le chitarre. Quindi sono abbastanza vaccinato a gli scompensi psicofisici che ne possono derivare. stavolta tuttavia siamo andati molto vicini al limite, e credo che se non starò attento prima o poi ci scapperà il bypass o peggio. Umbe è un affiliato alla congrega dei chitarristi esauriti: per molti versi è forse il più esaurito di tutti. Un pomeriggio di settembre mi chiama e mi dice che su Ebay ha trovato un battipenna NOS completo di pickup per Electric XII a 185 USD; lo vuole prendere per farsi una 12 corde elettrica simil-fender. Lo invito a riflettere sul fatto che un'operazione di questo tipo, alla fine, costerebbe più che comprare la chitarra originale, che se non sia hanno troppe pretese soprattutto in materia di verniciatura, si può trovare anche sotto i 1000 USD. Niente da fare: "voglio la chitarra fatta da te! Suona meglio!" (grazie Umbe: la fattura va bene. Riba a 60 giorni, ok?). Qui la prima dose di sconcerto. Si comincia a fare un po' di conti: ci vuole un corpo tipo Jaguar/jazzmaster (non è proprio uguale a quello della electric XII, scopriremo in seguito), ma bisogna sia "blank" ossia senza scassi. Evvabene, quello c'è, poi....poi ci vuole manico, ponte e piastra controlli! E dove li vado prendere?

David Gilmour's 0001 Strat replica
di vintcorner | 03 marzo 2004 ore 00:00 da (Chitarra)

David GilmourDopo first wife di SRV, La Tele Custom di A.Summers e Blackie di E.C., nel tardo 2002 decisi di portare a compimento l'ennesima e ultima "replica fedele" della serie delle Fender "famose". Ultima anche perché credo che ormai il panorama sia completo: non mi sembra di ricordare altri abbinamenti "storici". Hendrix se ne è rigirate un centinaio, Knofler e Beck non possono essere associati strettamente ad un certo modello; quella di Gallagher…beh! Non avrei mai il coraggio di buttare una Strato sotto l'Eurostar.

Brevi dal Paese dei Balocchi (I)
di vintcorner | 30 gennaio 2004 ore 19:03 da (Chitarra)

Volevo invitare tutti ad una piccola riflessione. A metà dicembre il cono destro del mio vibroverb 63 reissue si apre come una cozza. Montava i coni Victoria originali (a proposito, se a qualcuno interessa l'altro, è in perfetto stato), e pertanto mi oriento subito nel cambio della coppia con i sempre affidabili Jensen P10R. Molti di voi sapranno che i coni Jensen sono fatti in Italia; bene vado a controllare sul sito della Jensen e i PR costano 86 euro e spiccioli l'uno, più il contributo di consegna. Va bè,Le feste incombono e non è il caso di imbarcarsi nel mettere altra roba in giro.

3 viti? Parliamone!
di vintcorner | 02 ottobre 2003 ore 14:46 da (Chitarra)

3 viti? Parliamone!Come molti fenderiani di fede e di sangue, sono stato educato a guardare con distacco e un pizzico di indole "razzista" le chitarre, Fender o no, bullonate con tre viti anzichè con 4. E di conseguenza, quelle con la regolazione del truss rod alla paletta anzichè nel "tacco". Ma ad essere sincero le mie convinzioni in merito erano più che altro alimentate da dicerie ed opinioni altri, più che da esperienze negative personali. Diciamo che almeno per quanto riguarda il truss rod, il sistema di accesso dalla paletta non presenta alcuna differenza funzionale rispetto all'accesso dal tacco: si tratta solo,appunto, d'inversione dell'estremità di accesso. La soluzione, se anche discutibile dal lato estetico, è sicuramente più funzionale: la regolazione al tacco presenta delle limitazioni e difficoltà di accesso spesso sormontabili solo con la rimozione di alcuni componenti. Oggi molte chitarre con il manico bullonato, sia di produzione industriale che di liuteria, annoverano tra le proprie caratteristiche la regolazione alla paletta del tendimanico.

Basso Music Man Sting-Ray "pre-Ernie Ball"
di vintcorner | 24 settembre 2003 ore 09:12 da (Chitarra)

Basso Music Man Sting-Ray "pre-Ernie Ball"Lo avevo già avuto. Nel 1989, quando New Kary rincominciò a far arrivare in Italia i prodotti Music Man Ernie Ball, feci debiti e carte false per farlo mio: per me era "il basso". Mi ci vollero 6 mesi per averlo come lo volevo; manico acero, corpo natural ash, battipenna nero. Alcune parti erano ereditate dal periodo Fender, come il ponte dotato di 4 sordine regolabili indipendentemente. Era bellissimo e pesantissimo. Il manico però, nonostante la finitura ad olio e il magnifico disegno birdseye, era maple capped con regolazione al corpo, bullonato con ben 6 viti; la spalla era molto ampia e lo rendeva per nulla confortevole a suonare dal 7.mo tasto in poi. il corpo era incapsulato in uno strato di plastica che, se non fosse stato per il potente preampli in dotazione, avrebbe reso lo strumento completamente sordo. Niente da fare; alla fine finivo per suonare sempre con il Warwick Streamer. Forse il miglior basso, nel complesso, che abbia mai suonato. Nel '94 mi fu fatta una buona offerta e il MusicMan se ne andò. Sinceramente senza rimpianti.

Tokai, cloni di qualità
di vintcorner | 05 marzo 2003 ore 10:13 da (Chitarra)

"Lawsuit", ovvero "causa legale". In questo caso di legittimità. Questo è il nick con il quale vengono identificate, sul mercato dell'usato (o del vintage "povero", se si preferisce) nordamericano le chitarre e i bassi Fender Style prodotti dalla giapponese Tokai tra il '79 e l'84. Per dire il vero, non solo la Tokai si prodigò nel riprodurre esattamente i dettagli e le caratteristiche della produzione Fender, e il termine "lawsuit" si accomuna anche a Fernandez e Ibanez. Tuttavia Tokai rappresentò il picco massimo di clonazione dei prodotti Fender (addirittura tweed case e piccoli ampli in tweed, parecchio prima ke la Fender decidesse di replicare questi oggetti) sia per livello di qualità che per scala di produzione e distribuzione.

Precision '51 reissue... rivisto e corretto
di vintcorner | 09 dicembre 2002 ore 19:37 da (Chitarra)

56pb-s.jpg Molta curiosità ha suscitato il mio articolo nel quale ho raccontato come mi sono autoprodotto una copia "fedele" della Fender Broadcaster. E poiché ho citato una precedente esperienza del genere che aveva per oggetto il Precision Bass nella primordiale versione del 1951, molti mi hanno chiesto di relazionare su quest'altra opera. Devo dire che si è trattato proprio della primissima esperienza nella realizzazione di questo genere di strumenti: ero affascinato dal modello, e sinceramente non sapevo neppure che la Fender Japan lo produceva di serie: mi sarei risparmiato tanta fatica e tante "madonne"! Per questa ragione, non si può certo dire che valga la pena raccontare com'è andata: pur essendo molto curato nei dettagli, il basso è stato realizzato con materiale modesto, soprattutto i legni. Basti dire che il manico è un "Sakura" maple board "cosmeticizzato" per sembrare un solid maple, mentre il corpo è un pezzo unico di frassino europeo che da solo pesa 4 Kg.

First Wife, una questione di cuori
di vintcorner | 15 ottobre 2002 ore 09:30 da (Chitarra)

numberone_2.jpgLa storia ebbe inizio quando il vecchio Johnny Gelli mi rivogò una serie di pezzi con i quali aveva inutilmente cercato di assemblarsi l'ennesima Stratocaster. Tra questi un manico slaboard, probabilmente proveniente da una Vintage Japan, molto vissuto e con un urgente necessità di refretting. "e con questo che ci faccio??". Sbirciando tra la roba che mi era recentemente arrivata dagli USA, scoprì l'ingonbrante presenza di un body ontano in 3 pezzi. "...e se?..." L'idea mi stuzzicava da tempo. Ma mancava lo stimolo. Replicare la N.1 di SRV sarebbe stato il degno coronamento di 10 anni di tramestio in casa Fender, e adesso avevo sottomano un manico che,dato lo stato generale, si prestava per l'iniziativa.

Una Broadcaster... made in Florence
di vintcorner | 24 giugno 2002 ore 10:30 da (Chitarra)

broad-s.jpg Da molti anni sognavo di poter avere tutta per me almeno una copia della prima solidbody commerciale mai prodotta: la Fender Broadcaster. Avevo provato ad "accontentarmi" di una Tele "52 USA: venduta poi per disperazione. Non che fosse una cattiva chitarra, ma il profilo del manico non era neppure parente di un maple neck prima generazione. Il manico, inteso come sezione, profilo, forma e profilo della paletta, nonché posizione dei dots, era il mio grande cruccio. Se per il resto del materiale il mercato abbondava di opportunità, il manico "come si deve" non si trovava. Le repliche commerciali avevano, e hanno, tutte gli stessi difetti:...

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